Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua orchestra del 1960 è il primo album in studio del "molleggiato" italiano. Dalla pubblicazione alle ristampe, dal ruolo di Giulio Libano al successo di Il tuo bacio è come un rock, fino all’edizione limitata del 2011.
Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua orchestra
Pubblicato nel 1960 dall’etichetta Jolly, Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua orchestra rappresenta un passaggio chiave nella storia discografica di Adriano Celentano. È il primo album in studio dell’artista e segna l’avvio di una produzione originale in lingua italiana, dopo una fase iniziale caratterizzata da singoli, EP e reinterpretazioni. Un disco che, pur non essendo considerato ufficialmente il debutto nella discografia dell’artista, ha lasciato un segno profondo nella musica italiana.
L’album vide la luce nel 1960 e venne ripubblicato nello stesso anno, e nelle successive ristampe, con il titolo Il tuo bacio è come un rock. Il riferimento al brano più noto del progetto ne ha accompagnato la diffusione nel tempo, anche se nella prima edizione il titolo compariva solo sull’etichetta del vinile e non sulla copertina. Nel 2012, l’opera ha ottenuto un importante riconoscimento, posizionandosi al decimo posto nella classifica dei 100 album italiani più belli di sempre stilata da Rolling Stone Italia. Un risultato che ne conferma il valore storico e artistico.
Il progetto discografico venne anticipato dal singolo Il tuo bacio è come un rock, pubblicato nel 1959 e presentato al Festival di Ancona. Il brano contribuì in modo decisivo a definire l’identità musicale dell’album, diventando il titolo con cui il disco è stato spesso ristampato nel corso degli anni.
Con l’album pubblicato da Jolly prende forma una nuova fase creativa per Adriano Celentano. È l’inizio della produzione di materiale inedito originale cantato in italiano, che segue esperienze precedenti legate a singoli ed EP contenenti anche cover. In questo contesto si collocano lavori come Hoola Hop Rock e La febbre dell’hoola hop, così come l’EP che include Il tuo bacio è come un rock, Il ribelle, Nessuno crederà e I ragazzi del juke-box. Un percorso che porta alla definizione di uno stile personale e riconoscibile.
Nonostante l’importanza storica, l’album non viene incluso nella discografia ufficiale di Adriano Celentano. L’artista considera infatti come primo album Non mi dir, pubblicato nel 1965. La scelta è legata al criterio di includere solo i lavori usciti per l’etichetta indipendente Clan Celentano, di proprietà della famiglia dell’artista.
Il disco è stato ristampato più volte, integralmente o in forma parziale, da diverse etichette. Oltre alla Jolly, sono note edizioni pubblicate da Stella Records, Joker e da serie economiche come Niagara, spesso distribuite per corrispondenza. Numerose anche le compilation che nel tempo hanno incluso alcuni o molti dei brani dell’album. Nel 1995, Mercury Records ha realizzato una ristampa su CD in tiratura limitata, allegata alla rivista Raro!. Un’operazione che ha riportato l’attenzione sull’edizione originale.
Come suggerisce il titolo originale, tutte le canzoni dell’album sono arrangiate dal maestro Giulio Libano. Direttore d’orchestra attivo presso la Jolly in quegli anni, Libano è apprezzato anche come trombettista e il suo contributo è centrale nel definire il suono del disco.
Il 10 luglio 2011, la Jolly ha pubblicato l’album originale in edizione limitata sia su CD sia su LP in vinile colorato da 180 grammi. Un’operazione editoriale che ha riportato il disco nella sua forma originale, affiancandogli contenuti aggiuntivi. All’LP è stato abbinato anche un nuovo singolo 7″ con una versione alternativa di Happy Days Are Here Again e il brano Who’s Sorry Now, mai pubblicato in precedenza. Entrambi sono stati inseriti come bonus track nella versione CD.
Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua orchestra resta un’opera fondamentale per comprendere l’evoluzione artistica di Adriano Celentano. Pur non essendo riconosciuto come primo album ufficiale, rappresenta l’inizio concreto di una stagione creativa originale, capace di influenzare profondamente il percorso dell’artista e la musica italiana degli anni successivi. (La redazione)
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