Stranger Things: la serie di culto tra horror, fantascienza e anni Ottanta

Stranger Things, ideata dai Duffer Brothers, combina horror, fantascienza e nostalgia anni Ottanta. La serie Netflix è celebre per trama, recitazione e colonna sonora originale di Kyle Dixon e Michael Stein. Riconosciuta da Emmy e Golden Globe, resta un punto di riferimento della cultura pop.

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Stranger Things è giunta alla quinta stagione, confermandosi come una delle serie più popolari di Netflix. Ideata dai Duffer Brothers, la produzione statunitense unisce horror, fantascienza, dramma, giallo e storia di formazione, creando un dramma investigativo con elementi soprannaturali. La serie è caratterizzata da un’atmosfera anni Ottanta e numerosi riferimenti alla cultura popolare di quel decennio.

Diversi elementi tematici e stilistici traggono ispirazione da registi e scrittori come Steven Spielberg, John Carpenter, David Lynch, Stephen King, Wes Craven e H.P. Lovecraft. La narrazione attinge anche a esperimenti della guerra fredda e a teorie cospirative legate a programmi governativi segreti.

Trama e ambientazione

Ambientata negli anni Ottanta nella cittadina immaginaria di Hawkins, in Indiana, Stranger Things segue le conseguenze di misteriosi esperimenti governativi. La storia ruota attorno a Undici, una bambina con poteri soprannaturali, e alla dimensione parallela chiamata Sottosopra, che minaccia la vita dei cittadini.

La serie ha ricevuto numerosi riconoscimenti: cinque candidature ai Golden Globe e 55 candidature agli Emmy, tra cui quella per la miglior serie drammatica. Tra i premi individuali figurano due candidature per Millie Bobby Brown come miglior attrice non protagonista e riconoscimenti per David Harbour e Shannon Purser.

Colonna sonora e musiche originali

La musica originale è composta da Kyle Dixon e Michael Stein, membri della band elettronica Survive. Le loro colonne sonore si basano sull’uso estensivo dei sintetizzatori, richiamando artisti e compositori anni Ottanta come Jean-Michel Jarre, Tangerine Dream, Vangelis, Goblin, John Carpenter, Giorgio Moroder e Fabio Frizzi.

La serie integra anche brani di artisti dell’epoca, tra cui The Clash, Joy Division, Toto, New Order, Kate Bush, Madonna, The Bangles, Foreigner, Echo and the Bunnymen, Queen, Kiss, Peter Gabriel, Scorpions e Corey Hart.

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Produzione e sviluppo delle musiche

Dixon e Stein erano già noti per la colonna sonora del film thriller The Guest del 2014. I Duffer Brothers scoprirono il loro lavoro e li coinvolsero prima del casting della serie, usando i loro demo come accompagnamento per le audizioni degli attori. Durante la produzione, i due compositori hanno sviluppato nuove tracce e riadattato pezzi più vecchi per creare motivi musicali legati ai personaggi.

In totale, sono state prodotte quasi 14 ore di musica in un anno. La sigla della serie nasce da un pezzo mai utilizzato in precedenza, riadattato con sintetizzatori Prophet V, Roland SH-2 e Mellotron. Questo tema ha vinto il premio Emmy per la miglior musica originale per sigla alla 69ª edizione dei Primetime Creative Arts Emmy Awards.

Impatto culturale

La combinazione di atmosfere anni Ottanta, trama avvincente e colonna sonora originale ha reso Stranger Things un fenomeno globale. La serie ha influenzato musicisti contemporanei e generazioni di spettatori, consolidando il ruolo di Netflix come piattaforma di riferimento per le produzioni di qualità.

Stranger Things resta una testimonianza di come la narrazione televisiva possa integrare generi diversi e riferimenti culturali, offrendo contenuti profondi e accessibili.

Conclusione

Stranger Things dimostra come una serie televisiva possa combinare horror, fantascienza e nostalgia anni Ottanta in modo coerente e originale. Grazie a sceneggiatura, regia, recitazione e colonna sonora, la serie si conferma un punto di riferimento nel panorama televisivo contemporaneo, capace di attirare spettatori di tutte le età e di influenzare la cultura pop globale. (La redazione)

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