La Groenlandia è la più grande isola del mondo e una delle regioni chiave dell’Artico. Dalla storia coloniale all’autonomia dalla Danimarca, passando per clima polare, inlandsis, risorse naturali, popolazione Inuit ed equilibri geopolitici, un quadro completo e aggiornato.
Bandiera della Groenlandia
La Groenlandia rappresenta la più vasta terra artica e la maggiore isola del pianeta. Situata tra l’Arcipelago artico canadese e l’Islanda, occupa una posizione strategica nel Nord Atlantico e nel bacino artico. La sua estensione territoriale, la storia coloniale e il progressivo rafforzamento dell’autonomia politica ne fanno oggi uno dei territori più osservati a livello geopolitico e ambientale.
La Groenlandia si estende su una superficie complessiva di 2.175.600 km², comprese le isole costiere. È separata dal Canada dallo Stretto di Davis e dall’Islanda dal Canale di Danimarca. L’isola ha una forma trapezoidale, con una lunghezza massima di 2.650 chilometri dal Capo Morris Jesup al Capo Farvel e una larghezza che raggiunge i 1.050 chilometri. Queste dimensioni ne fanno un territorio chiave per l’equilibrio geografico e climatico dell’Artico.
Colonia danese dal 1721, la Groenlandia è divenuta contea della Danimarca nel 1953, con capoluogo Godthåb. Dal 1979 gode di autonomia interna, dotandosi di un’assemblea legislativa e di un proprio governo. Un passaggio decisivo è avvenuto nel 2008, quando un referendum ha sancito un’ulteriore estensione dell’autonomia, aprendo alla gestione diretta delle risorse naturali. Dal giugno 2009 l’isola è formalmente autonoma, pur restando legata a Copenaghen per politica estera e sicurezza. Nel 2013 il parlamento locale ha rimosso il divieto sull’estrazione di uranio e terre rare, consentendo l’ingresso di investimenti esteri. Questa scelta ha rafforzato la spinta indipendentista e posto nuove sfide tra sviluppo economico e tutela ambientale.
Negli anni successivi, il trasferimento progressivo di competenze ha reso centrale il tema dell’equilibrio tra crescita e sostenibilità. L’interesse di attori internazionali come Europa, Cina e Stati Uniti ha accentuato il valore strategico dell’isola, soprattutto per le risorse critiche. Le elezioni anticipate del marzo 2025 hanno confermato questa tendenza: si è affermata l’opposizione di centrodestra del partito nazionalista Naleraq, mentre le forze della coalizione uscente hanno subito una flessione. Nello stesso mese J.-F. Nielsen, leader del partito liberale Demokaatit, ha assunto la carica di primo ministro.
La Groenlandia fu scoperta intorno al 900 d.C. da coloni norvegesi provenienti dall’Islanda. Erik il Rosso vi si insediò tra il 982 e il 984, dandole il nome di Grønland, Terra Verde. I primi insediamenti sorsero lungo la costa sud-occidentale, più accessibile. Tra il Medioevo e l’età moderna, navigatori europei esplorarono le sue coste alla ricerca del passaggio a Nord-Ovest. Dal XVIII secolo l’occupazione danese si consolidò, accompagnata da missionari, commercianti e studi scientifici sempre più accurati.
L’isola è coperta per circa sei settimi dall’inlandsis, una vasta calotta glaciale con uno spessore medio di 1.500 metri e un’estensione di 1.650.000 km². Il profilo della calotta è asimmetrico, con le massime altitudini più vicine alla costa orientale. Dopo il Tibet, la Groenlandia è la più estesa regione terrestre sopra i 2.000 metri di quota. Ai margini del ghiaccio emergono i nunatak, creste rocciose isolate, mentre lungo le coste si sviluppano profondi fiordi e morene scolpite dall’erosione glaciale.
Il clima è tipicamente polare, caratterizzato da inverni lunghi e molto rigidi ed estati brevi, soprattutto alle latitudini settentrionali. La vasta massa glaciale favorisce la formazione di un’area di alta pressione stabile, che influenza la circolazione atmosferica nordamericana.
Le correnti discendenti producono effetti simili al Föhn, creando fasce aride lungo il margine della calotta. Le temperature estive superano lo zero solo per pochi mesi all’anno nelle zone più settentrionali.
La fauna comprende numerosi mammiferi artici, tra cui orso polare, renna e bue muschiato, oltre a una ricca avifauna marina. Mancano rettili e anfibi. La vegetazione varia da boscaglie di betulle e salici nelle zone meridionali a lande arbustive e tundre più a nord. Le aree protette sono molto estese, a tutela di ecosistemi fragili e poco alterati.
La popolazione è composta principalmente da Inuit, suddivisi in gruppi orientali, occidentali e polari, e da una minoranza europea concentrata sulla costa sud-occidentale. L’economia, un tempo basata sulla sussistenza, si è trasformata grazie all’aumento delle temperature marine, che ha favorito la pesca d’alto mare. Sono sorti porti attrezzati e centri di lavorazione del pesce. Accanto alla pesca, si sviluppano l’allevamento e l’attività estrattiva, con particolare rilievo per la criolite, oltre a piombo, zinco e grafite.
Le colonie norrene fondate nel X secolo diedero origine a una società agricola e poi dedita alla caccia e alla pesca, attiva fino al XV secolo. Restano oltre 400 siti di fattorie, chiese e strutture produttive. L’architettura tradizionale utilizzava pietra e torba, adattando modelli islandesi alle condizioni locali. Queste testimonianze rappresentano una fonte preziosa per la conoscenza della presenza scandinava nell’Artico.
La Groenlandia si trova oggi al centro di un delicato equilibrio tra aspirazioni indipendentiste, sviluppo economico e salvaguardia ambientale. La sua storia, il contesto politico recente e le caratteristiche naturali ne fanno un territorio unico, destinato a mantenere un ruolo strategico crescente nello scenario artico e globale. (La redazione)
✓ MUSICLETTER.IT è un sito indipendente di musica, cultura e informazione fondato nel 2005 da Luca D'Ambrosio © Tutti i diritti riservati - 10 Gennaio 2026