Paolo Benvegnù, il percorso artistico e umano di un cantautore raffinato e geniale

Ripercorriamo la carriera di Paolo Benvegnù, cantautore e chitarrista italiano: dagli Scisma al percorso solista, le collaborazioni, i dischi più importanti, il teatro e il riconoscimento della Targa Tenco. Un profilo completo e accurato.

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Paolo Benvegnù è stato uno dei cantautori più raffinati, geniali e coerenti della scena musicale italiana. Nato a Milano il 14 febbraio 1965 e scomparso il 31 dicembre 2024 a Toscolano Maderno, ha attraversato oltre trent’anni di musica con uno stile riconoscibile, colto e mai compiacente. La sua carriera si è sviluppata tra rock alternativo, cantautorato intimo, teatro e sperimentazione, mantenendo sempre una forte identità artistica.

Gli esordi con gli Scisma

Nel 1993 Paolo Benvegnù è tra i fondatori degli Scisma, gruppo di rock alternativo nato nell’area del Garda. Con la band ricopre il ruolo di chitarrista e cantante, contribuendo in modo determinante alla scrittura e alla produzione dei dischi Bombardano Cortina, Rosemary Plexiglas e Armstrong. Gli Scisma ottengono riconoscimenti importanti, partecipano a festival internazionali e vincono il Premio Ciampi nel 1998, portando la loro musica in tutta Europa fino allo scioglimento del 2000.

Firenze, collaborazioni e teatro

Dopo la fine degli Scisma, Benvegnù si trasferisce a Firenze. Qui avvia una fase intensa di collaborazioni artistiche. Lavora con Marco Parente all’album Trasparente, partecipa a produzioni teatrali e collabora con formazioni come Üstmamò e Otto’P’Notri, per i quali produce Senza pelle. In questi anni consolida il legame con la scena artistica fiorentina, costruendo anche uno studio di registrazione a Prato.

La scrittura per altri artisti

Nel 2003 firma È solo un sogno, brano inserito da Irene Grandi nell’album Prima di partire e successivamente eseguito dal vivo con Stefano Bollani. Questa esperienza conferma la sua capacità di scrittura al servizio di altri interpreti, mantenendo una cifra poetica personale.

L’esordio solista e Piccoli fragilissimi film

Il debutto solista arriva nel 2004 con Piccoli fragilissimi film, realizzato insieme a Massimo Fantoni e Fabrizio Orrigo. L’album segna una svolta decisiva: Benvegnù abbandona le sperimentazioni più radicali per un cantautorato essenziale, intimo e profondamente emotivo. Il disco ottiene ottimi riscontri da pubblico e critica e viene considerato tra i migliori dell’anno nel panorama indipendente italiano. Nasce anche l’idea di un progetto collettivo, un ensemble artistico che rafforza il senso di condivisione creativa.

Tour, EP e nuove produzioni

Il lungo tour legato a Piccoli fragilissimi film supera le 150 date e viene premiato come miglior tour al MEI. Seguono l’EP Cerchi nell’acqua e numerose produzioni artistiche per altri musicisti italiani e stranieri.
Benvegnù alterna costantemente musica e teatro, dando vita anche a progetti performativi in spazi non convenzionali.

Le labbra, Hermann ed Earth Hotel

Nel 2008 pubblica Le labbra, anticipato dall’EP 14-19. Il disco riceve ottime recensioni e amplia il pubblico dell’artista. Nel 2011 esce Hermann, che ottiene importanti riconoscimenti, tra cui il PIMI come miglior solista dell’anno e il secondo posto alla Targa Tenco. Il percorso prosegue con Earth Hotel, pubblicato nel 2014, anticipato dal brano Una nuova innocenza, accompagnato da un progetto video strutturato come cortometraggio.

I Racconti delle Nebbie e gli ultimi lavori

Dal 2018 Benvegnù avvia il progetto I Racconti delle Nebbie con Nicholas Ciuferri, unendo musica e narrazione in una forma performativa originale. Seguono gli album Dell’odio dell’innocenza, Delle inutili premonizioni e Delle inutili premonizioni – Vol. 2, che mostrano un artista ancora curioso e coerente.

Il ritorno a Woodworm e l’ultimo album

Nel 2022 torna a collaborare con Woodworm pubblicando È inutile parlare d’amore, anticipato dall’EP Solo fiori. L’album vince la Targa Tenco 2024 come miglior album in assoluto, confermando la centralità di Benvegnù nel cantautorato contemporaneo.

Un’eredità artistica solida

Paolo Benvegnù è stato un cantautore geniale, pieno di umanità, che ha lasciato un segno indelebile nella scena musicale italiana . La sua morte improvvisa, il 31 dicembre 2024, chiude in maniera affrettata e dolorosa una carriera intesa costruita con rigore, sensibilità e una rara coerenza espressiva. La sua opera continua a rappresentare un punto di riferimento per chi cerca nella musica una forma autentica di racconto e ricerca. (La redazione)

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