Dal blue-eyed soul di Mamas Gun con Brian Jackson alle sfumature rhythm and blues di Kat Eaton, fino al soul-jazz del Jake Mason Trio e alle atmosfere lo-fi di Shane Sato: la playlist di fine inverno di Adaja Inira accompagna il cambio di stagione tra introspezione, groove raffinati, energia e desiderio di luce.
Playlist invernale
Dal blue-eyed soul elegante di Mamas Gun con Brian Jackson alle sfumature rhythm and blues di Kat Eaton, passando per il soul-jazz adulto del Jake Mason Trio con Kate Ceberano e le atmosfere lo-fi di Shane Sato. La playlist di fine inverno di Adaja Inira è la colonna sonora perfetta per attraversare il cambio di stagione tra introspezione, groove e desiderio di luce. Buon ascolto. (La redazione)
Quando la sveglia suona che fuori e’ tutto buio e devi scavare nel profondo dell’anima per trovare la motivazione necessaria ad affrontare il freddo mattutino e andare al lavoro, l’aiutino per darti la carica potrebbe essere il nuovo singolo DIG! del quintetto britannico Mamas Gun. La title track del sesto album in arrivo della band unisce il blue-eyed‑soul moderno del gruppo al jazz-funk di una presenza storica: Brian Jackson, collaboratore dell’epoca d’oro di Gil Scott‑Heron, che qui aggiunge fiati, voce e tastiere ad un ritmo che pulsa con eleganza retrò. La voce del frontman Andy Platts e gli interventi di Jackson si intrecciano come se dialogassero tra passato e presente, creando un sound classico e senza tempo. (Adaja Inira)
Con le giornate che si allungano e quella luce obliqua che sa già di primavera, il nuovo singolo Not Pretending di Kat Eaton suona come un detox emotivo: basta compiacere, basta rimpicciolirsi per stare nel frame degli altri. Cardiff nelle origini, Yorkshire nel presente, Eaton impacchetta un groove brillante e ottonato, con sfumature rhythm & blues e dichiaratamente debitore di Stevie Wonder, ma con un piglio molto 2026. E oltre alla fine dell’inverno, attendiamo con impazienza il suo nuovo album What Happens Now in arrivo a Maggio. (Adaja Inira)
Ora che finalmente l’aria si fa tiepida abbastanza da farci credere in un futuro emotivamente stabile, Stop Searching for Love suona come la resa elegante di chi ha superato i 30 e anche qualche illusione. Il Jake Mason Trio cesella un soul-jazz vintage, tra caldo organo Hammond e groove suonato live, mentre l’ospite Kate Ceberano entra in scena con quella voce che sembra aver letto abbastanza poesia da non doverla citare. È jazz per adulti, ironico senza fare il simpatico. Smettere di cercare l’amore? Più che una rinuncia, qui sembra una strategia di sopravvivenza con colonna sonora impeccabile. (Adaja Inira)
C’è un momento, verso sera, in cui la luce resta sospesa e anche tu smetti di fare refresh alla vita: Deep Dive abita esattamente lì. Il musicista nippo-americano di base a Los Angeles Shane Sato e la sua band Box Dreams costruiscono un groove vellutato, tra chitarre liquide e beat che pulsano con eleganza lo-fi, come se il neo soul avesse fatto un Erasmus nell’indie. Qui l’introspezione non è un hashtag ma una pratica quasi zen, più un invito silenzioso che un manifesto motivazionale. Il risultato è un’immersione lenta e voluta, perfetta per perdersi senza sentirsi smarriti. (Adaja Inira)
Quando la giornata soleggiata ti fa illudere di poter spegnere il riscaldamento e ti ritrovi a gelare la sera, puoi sempre premere play su Birthday Boy dell’australiana Kylie Auldist, e scaldarti ballando sulle note di questa festa electro‑funk anni ’80 con groove organico senza fronzoli. Kylie mescola con disinvoltura carica vocale e ritmo frusciante, trovando un equilibrio tra nostalgia e attualità che parla più al corpo che al cervello. Si percepisce la band che suona, respira, e non cerca applausi ma perfetta complicità. Alla fine, resti lì, sorridendo come se la festa di compleanno fosse proprio la tua. (Adaja Inira)
Shades of Red del musicista gallese Carwyn Ellis e del suo collettivo multiculturale Rio 18 ti avvolge come la luce di un tramonto intenso e ti trascina in un viaggio sonoro fatto di dettagli minuscoli e ritmi sorprendenti. Ellis & co tirano fuori un groove lento e misterioso che esplode in percussioni tropicali, fiati e flauto, colorando ogni nota con tutte le sfumature di rosso che la fantasia può evocare, dal crimson al candy apple, mentre la voce di Nina Miranda aggiunge quella leggerezza sensuale che trasforma il brano in un abbraccio sonoro. (Adaja Inira)
Fa freddo? Fa caldo? Giaccone invernale o giacca di mezza stagione? In quel limbo stagionale in cui anche il sole sembra ghostarti quando meno te lo aspetti, arriva MT Jones a confonderti ulteriormente le idee con il nuovo singolo I Don’t Understand. R&B solare e groove morbido si intrecciano con accordi caldi che scivolano senza fretta, mentre la voce di Jones alterna sarcasmo e introspezione, come a sussurrarti: “Non capisci niente? Benvenuto nel club, ma almeno suona bene.” La confusione amorosa diventa un sorriso ritmico, dimostrando che il caos interiore può avere un groove tutto suo. (Adaja Inira)
Con le giornate che iniziando a scaldarsi, può essere ragionevole il desiderio di una bella birra fredda, una ‘cold beer’, ma un orso freddo, Cold Bear, risulta più indecifrabile. Il nuovo brano del polistrumentista e produttore Lance Ferguson in realtà è la reinterpretazione infuocata di un classico deep‑funk di The Gaturs, risalato e rimodellato con l’approccio da jam in studio tipico della sua serie Rare Groove Spectrum. Registrato live con una band scelta tra i migliori musicisti di Melbourne e inciso su vinile nero da 7”, il brano tira fuori quel calore analogico degli anni ’70 dove groove e istinto guidano ogni nota. Ferguson non pulisce troppo: è spontaneo, compatto e profondamente musicale. (Adaja Inira)
Tra groove eleganti, vibrazioni retrò e atmosfere contemporanee, questa selezione di Adaja Inira accompagna con naturalezza il passaggio dall’inverno alla primavera. Un viaggio sonoro che invita a rallentare, ritrovare energia e lasciarsi attraversare da nuove emozioni, tra introspezione e desiderio di luce. Buon ascolto e lasciatevi guidare dal ritmo verso la nuova stagione. (La redazione)
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