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La polizia accusa, Quentin Tarantino risponde.


Parafrasando il titolo di qualche film poliziottesco in voga negli anni ’70 e facendo dell’ironia a buon mercato sulla recente querelle scoppiata tra la polizia statunitense e Quentin Tarantino, in seguito alla recente partecipazione del regista americano alla manifestazione tenutasi a New York City per chiedere giustizia per le vittime della polizia, si potrebbe dire che “La polizia accusa, Quentin Tarantino risponde” oppure ancora “La polizia odia Tarantino”.

Allora, cerchiamo di mettere da parte l’ironia (che a qualcuno di voi potrebbe apparire di cattivo gusto) e facciamo subito un passo indietro provando a capire velocemente, in base a quanto scritto dalle varie testate giornalistiche, cosa sia accaduto realmente.

Lo scorso 24 ottobre Quentin Tarantino durante la protesta a New Yok City, così scrive La Repubblica, avrebbe pronunciato la seguente frase “Questi poliziotti assassini dovrebbero finire in carcere o almeno essere incriminati”. Da questo momento in poi i sindacati americani hanno chiesto le scuse ufficiali da parte di Tarantino, il quale invece non si è affatto scomposto e, in un’intervista rilasciata al Los Angeles Times, e riportata sempre da La Repubblica, ha dichiarato quanto segue:

“Non ho mai detto che tutti i poliziotti sono assassini. Non l’ho nemmeno mai insinuato. Quello che stanno facendo è abbastanza evidente: invece di contrastare gli episodi di brutalità di cui la polizia si è resa colpevole, invece di esaminare il problema della violenza della polizia in questo paese, stanno cercando di demonizzarmi. Mi vogliono screditare e intimidire. Vogliono chiudermi la bocca e, cosa ancora più grave, vogliono inviare un chiaro messaggio a qualsiasi altra persona importante che potrebbe sentire il bisogno di unirsi in questa lotta”.

Insomma, viste che le scuse non sono arrivate, sembra che sia in atto un vero e proprio boicottaggio, da parte dei Sindacati americani, del nuovo film del regista dal titolo The Hateful Eight, la cui uscita è prevista nelle sale statunitensi a Natale prossimo mentre in Italia il 4 febbraio 2016. Ah, dimenticavamo una cosa: la colonna sonora è del nostro grande e immenso Ennio Morricone. (Fonte: La Repubblica / Los Angeles Times / The Weinstein Company / 01 Distribution)


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