«Mostralgia» dei Soundelirio

«Mostralgia» è l’album di debutto dei marchigiani Soundelirio, duo composto dai musicisti Francesco Quinto e Alessandro Tacchini.

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L’ascolto di questo esordio mi conferma come sia possibile trovare cose vive e di buona salute dentro questi tempi nuovi che viviamo. E non necessariamente dobbiamo ricercare il nuovo, l’originale, che spesso significa “scimmiottare” cose vecchie senza saperlo.

Qui parliamo invece di un crossover pseudo americano ma assai classico dentro le strutture e soprattutto dentro quei suoni che si posizionano in bilico tra il vero stile a stelle strisce fatte di pareti alte con ampli di marca e quella leggerezza pop-rock tutta italiana che magari ritroveremmo dentro le cose più acide dei primi Litfiba o dei più eterei Negrita.

Parliamo di un duo composto da Francesco Quinto e Alessandro Tacchini, marchigiani di origine e internazionali di pensiero: si firmano Soundelirio e ci presentano questo primo lavoro davvero notevole nei suoni e negli arrangiamenti.

Si intitola Mostralgia, scrima concettuale di parole che giungono dal latino e dal greco. I “mostri” come entità extra ordinarie, lontane dunque dall’omologazione per loro merito cosciente o per un destino scritto dai piani alti. E poi c’è l’algìa, ovvero quel dolore localizzato che i nostri interpretano – alla stregua della poetica di Schopenhauer – come quella pena da portarsi dietro laddove ci si allontana dalla massa costituita. Ed ecco dunque il leitmotiv del disco: maschere, personaggi, modi di vivere. Tutte scuse buone per cantare l’uomo e la vita “non allineata” e che dunque dovrebbe meritare un plauso piuttosto che patirne un dolore.

Mostralgia è un disco dai suoni puliti, acidi ma sempre ben delineati, corposi, quasi epici per alcuni tratti anche se avrei preferito una batteria molto più presente, batteria che invece dialoga con un corpo decisamente più sgonfio rispetto a quello massiccio delle chitarre. Ed è proprio dai questi due protagonisti che si scorgono gli orizzonti di quei tardi ’90, i power chord di chitarra e le ritmiche mi proiettano dentro le grinte americane, come dicevo.

Nella summa delle cose, però, avrei preferito meno “pop” dentro le scritture e meno di quegli ingredienti che mi fanno pensare a un Ligabue meno schietto e popolare, anche se più di una volta i Soundelirio sfornano “motivetti” che si stampano alla mente sin dal primo ascolto, come nel singolo di lancio di cui troviamo anche un video ufficiale in rete.

Insomma Mostralgia è un bel disco “fuori dal tempo”, di altre generazioni, come in fondo si canta dentro queste loro prime canzoni inedite. (Alessandro Riva)

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