«Gurfa» di Marilena Anzini

Un disco e un’artista di cui sentiremo parlare

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Marilena Anzini e il suo nuovo album Gurfa sono un dono invernale, una sorpresa di cui sentivamo sicuramente la necessità (inconsciamente, per di più). Un mix di poesia, tecnica vocale eccellente, arte, emozioni, visioni sonore e chi più ne ha più ne metta.

Gurfa è un’antica parola araba che significa “una manciata”, non una manciata qualunque ma “l’acqua che si può tenere in una mano”. Una premessa, il nome, che può già lasciar immaginare la poesia che si troverà durante questo ascolto.

Ogni singolo brano è legato dal filo conduttore della voce di Marilena Anzini che s’innalza, si sposta, cambia forma, spazio e si muove lentamente tra la mente dell’ascoltatore con dei loop immaginifici che si trasformano come le nuvole invernali, rapidamente.

È quasi impossibile identificare una traccia preferita perché ogni traccia ha il suo perché, ciò che ci sentiamo di dirvi è che Gurfa è poesia ed andrebbe gustata con tranquillità, mente serena e sgombra dai pensieri e se così non fosse, non preoccupatevi, ci pensare la voce di Marilena a liberare tutto.

Atmosfere pop sognanti, miste ad un cantautorato moderno, fresco, elegante ed una capacità di poter esprimersi anche dal vivo con loop machine che potrebbe emulare la bellezza della struttura dell’album.

Gurfa è un album che può creare onde del mare, che può smuovere le maree e che potrebbe avere un ottimo riscontro di critica e pubblico se solo il panorama Italiano fosse più meritocratico e open mind. Un disco e un’artista di cui sentiremo parlare. (Lorenzo D’Antoni)

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