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Giulio Regeni -Tutto il male del mondo: il film sulla verità giudiziaria e la battaglia della famiglia

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Il cinema italiano si prepara ad accogliere un’opera documentaristica di forte impatto civile e giudiziario. Il film Giulio Regeni – Tutto il male del mondo, per la regia di Simone Manetti, arriverà nelle sale lunedì 2 febbraio 2026 distribuito da Fandango. Questa pellicola rappresenta un contributo fondamentale per la ricostruzione dei fatti legati alla drammatica vicenda del giovane ricercatore italiano. La narrazione si concentra sul periodo compreso tra il 25 gennaio e il 3 febbraio 2016, arco temporale in cui si è consumato il rapimento, la tortura e l’uccisione del ragazzo in Egitto.

La ricostruzione della verità dei fatti

L’opera di Simone Manetti si distingue per essere il primo documentario a ricostruire in modo organico la verità giudiziaria sul sequestro e l’omicidio. Il corpo di Giulio Regeni fu ritrovato nei pressi del Cairo il 3 febbraio del 2016, dopo giorni di atroci sofferenze. Il film analizza con sobrietà e rigore i passaggi che hanno portato all’identificazione delle responsabilità. A guidare il racconto sono i genitori del ricercatore, Claudio Regeni e Paola Deffendi, che intervengono per la prima volta in una produzione cinematografica di questo tipo. Il loro contributo permette di ripercorrere una storia di resistenza e ricerca della giustizia.

Una battaglia legale lunga otto anni

Il documentario mette in luce il coraggio di Claudio Regeni e Paola Deffendi. Un padre e una madre hanno sfidato apertamente la dittatura militare di Abdel Fatah al-Sisi per ottenere risposte trasparenti. In questo percorso sono stati affiancati dall’avvocato Alessandra Ballerini, la cui testimonianza esclusiva arricchisce la trama del film. La professionista ha assistito la famiglia in una battaglia legale complessa e duratura. Questa mobilitazione costante ha portato nel 2023 al rinvio a giudizio di quattro agenti della National security egiziana, segnando un punto di svolta dopo otto anni dalla scomparsa del giovane ricercatore.

Le fasi del processo e la sentenza attesa

Il percorso giudiziario è un asse centrale della pellicola. Il processo contro i quattro agenti egiziani è iniziato ufficialmente nella primavera del 2024. Il film documenta la determinazione necessaria per superare gli ostacoli diplomatici e politici incontrati lungo il cammino. Secondo le previsioni legate all’andamento delle udienze, il dibattimento dovrebbe giungere a sentenza entro la fine del 2026. Con una durata di 100 minuti, il documentario offre uno sguardo approfondito su uno dei casi di cronaca e politica internazionale più rilevanti degli ultimi anni.

Conclusione

Giulio Regeni – Tutto il male del mondo non è solo un resoconto cronachistico, ma uno strumento di memoria storica. La pellicola di Simone Manetti restituisce dignità alla figura del ricercatore attraverso il rigore della verità processuale. La partecipazione di Claudio Regeni, Paola Deffendi e Alessandra Ballerini conferisce al lavoro un valore documentale unico, trasformando la vicenda privata in una questione di diritto universale. L’uscita al cinema il 2 febbraio 2026 segna un ulteriore momento di riflessione necessario per l’opinione pubblica italiana. (La redazione)

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