Sanremo 2026 tra show televisivo e trenta canzoni in gara: la nostra scelta come vincitrice del 76° Festival della Canzone Italiana nasce dall’ascolto attento dei brani e da una valutazione centrata sul testo, sul contenuto e sulla capacità di andare oltre la semplice dimensione dello spettacolo.
Buco nero
La 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana ha schierato trenta brani in gara, confermando la definitiva metamorfosi della kermesse in un imponente show televisivo, sorretto da costumi, coreografie sofisticate e spettacolari giochi di luce. Dinanzi a tale dispiegamento scenico, una domanda sorge spontanea nel telespettatore: dove sono finite le canzoni?
In un panorama dominato da ritmi pop ed effetti speciali, lo spazio per la canzone d’autore – quella capace di muoversi tra impegno e autentica leggerezza – appare sempre più esiguo, se non del tutto assente, spesso sacrificato a favore di una “innovazione” solo di facciata. A prevalere è un’omogeneità tematica diffusa, con testi che raramente offrono spunti inediti, scivolando frequentemente nella banalità o nella retorica.
In questo scenario di relativo vuoto artistico, una traccia si è distinta per caratura autorale e poetica: Stella stellina di Ermal Meta. Grazie al profondo richiamo alle radici mediterranee e alla forza del suo intento comunicativo, il brano si aggiudica per noi il titolo di vincitore ideale. Una preferenza che trova riscontro nelle previsioni e nel giudizio espressi su queste pagine proprio da ChatGPT all’inizio di Sanremo 2026 (leggi qui).
Sorge allora il dubbio: che sia giunto il momento di prestare più ascolto all’intelligenza artificiale che a quella umana?
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Tre le trenta canzoni in gara al Sanremo 2026, Stella stellina di Ermal Meta si distingue per una struttura semplice e per un impianto sonoro che richiama atmosfere mediterranee. Il titolo, apparentemente banale, introduce invece un contenuto che si muove su un piano più delicato e profondo, sia dal punto di vista privato che collettivo. Secondo quanto raccontato dall’artista in un’intervista a Radio Italia, il brano nasce dall’intreccio tra una filastrocca e la realtà drammatica che riguarda i bambini di Gaza. In questo senso, Stella stellina si configura come una composizione che, nelle intenzioni dell’autore, prende forma quasi autonomamente rispetto alla volontà di chi la scrive. E che, senza volerlo e senza fare alcuna polemica, diventa la canzone più impegnata e significativa del 76° Festival della Canzone Italiana.
Sanremo 2026 conferma la tendenza, già evidente negli ultimi anni, di un Festival sempre più orientato verso la dimensione dello show. Ballerini, scenografie elaborate, effetti luminosi e una forte componente televisiva contribuiscono a costruire un prodotto che supera il perimetro della sola canzone. Di conseguenza, il rischio è che l’attenzione si sposti dal contenuto musicale al contorno spettacolare. Tra frasi d’amore ricorrenti e testi spesso irrigiditi da formule prevedibili, si percepisce una certa piattezza culturale e artistica, mentre il gossip e la ribalta mediatica sembrano assumere un peso crescente. Un festival della canzone italiana sempre più orientato verso il business mediatico. Proprio per queste ragioni, isolando l’ascolto dal frastuono mediatico dello showbiz, Stella stellina si distingue come un’opera capace di intercettare il sentire contemporaneo senza mai smarrire la propria cifra autorale.
A volere essere sinceri, quest’anno abbiamo seguito il Festival molto meno rispetto al passato. D’altronde, i dati Auditel (a fronte di un investimento pubblicitario e un battage da paura) confermano che questo calo di attenzione non è stato un caso isolato. Ma nonostante ciò, abbiamo cercato di recuperare, concentrandoci nei giorni seguenti l’esibizione unicamente sull’ascolto delle canzoni, senza lasciarsi influenzare da dinamiche spettacolari esterne.
E il risultato in qualche modo è stato inequivocabile: Stella stellina di Ermal Meta è la canzone che, più di altre, tenta di contrapporsi alla superficialità dominante. Una scelta, la nostra, che si allinea con la previsione pubblicata prima dell’inizio del Festival sul nostro sito, dove l’Intelligenza Artificiale indicava proprio questo brano come possibile vincitore. Un curioso parallelismo in cui valutazione umana e artificiale (quella generata da ChatGPT) convergono sulla stessa scelta.
In un’edizione del Sanremo 2026 fortemente orientata allo spettacolo, Stella stellina di Ermal Meta rappresenta quindi, a nostro avviso, la proposta più significativa tra le trenta in gara. Pur senza rinunciare alla leggerezza, il brano introduce un riferimento alla realtà di questi tempi che supera la semplice dimensione dell’intrattenimento.
Pertanto, la nostra vincitrice del 76° Festival della Canzone Italiana è Stella stellina di Ermal Meta, giunto alla sua sesta partecipazione al Festival di Sanremo e che ha scritto il brano insieme a Giovanni Pollex e Dario Faini, in arte Dardust, che ha curato anche la produzione. La nostra scelta è maturata attraverso l’ascolto e un’attenta riflessione, in coerenza con l’idea che il Festival debba restare, prima di tutto, uno spazio dedicato alla musica. (La redazione)
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