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Luca Sammartino e il bello di volere andare controcorrente

«What a Shame Mary Jane» è il nuovo singolo del giovane cantautore di Luca Sammmartino.

Luca Sammartino conosciuto per essere un cantautore e un creativo musicale, riesce a sorprenderci con un nuovo singolo dal titolo What a Shame Mary Jane che ci ricorda come sia bello andare controcorrente con un sound totalmente opposto a quello moderno. Qui la nostra chiacchierata! (La redazione)

Intervista a Luca Sammartino di Lorenzo D’Antoni

Luca Sammartino
Luca Sammartino

Luca Sammartino, nuovo singolo, nuova vita, cosa vuoi comunicarci con “What a Shame Mary Jane”?

Ciao e grazie per lo spazio! Con What a shame Mary Jane ciò che voglio comunicare è che nella vita di tutti i giorni come nella musica capita di dover far fronte con momenti negativi e difficili, che talvolta ci prendono alla sprovvista e ci svuotano, lasciandoci nel bel mezzo della festa. Allo stesso tempo la musica e aprirsi a lei diventano un appiglio per ripartire. Spero possa far passare dei bei momenti e dia una bella carica a chi la ascolta.

Siamo sul pop punk, pensi che nel 2021 ci sia ancora speranza per le chitarre distorte? Oppure che potrà un giorno non molto lontano esserci un ritorno al pop punk italiano?

Certo che c’è speranza, c’è sempre stata: come per tutta la musica suonata e che implica l’interazione tra le persone, rivolta ai concerti e all’aggregazione e alla condivisione, ho sempre creduto che i generi con le chitarre “importanti” siano immortali e tornino sotto nuove forme. Basta vedere Sanremo ed Eurovision. Spero in un ritorno al grande pubblico del punk italiano, perché è sempre rimasto molto vivo a livello indipendente, così come il rock.

“What a Shame Mary Jane” è un brano molto diretto, è nato di getto oppure era il classico brano nascosto in un cassetto?

L’idea mi è partita dal titolo qualche mese prima della scrittura effettiva. Nel frattempo la melodia del ritornello non mi si toglieva dalla testa e un giorno in cui sentivo il bisogno di farla uscire ho preso la chitarra e l’ho scritta subito di getto. Quella che sentite, sia a livello di testo che a livello di struttura e idea di sound, è praticamente la canzone così come è nata.

Parteciperesti mai a un talent? Che ne pensi?

No, anche perché credo che il mio progetto sia distante sia a livello musicale che di idee dai talent. Non ho nulla contro gli artisti che decidono di parteciparvi, anche perché purtroppo sono diventati l’unica vetrina per arrivare ad un grande pubblico. L’altra faccia della medaglia è che hanno reso la musica un all you can eat da cui ci propinano artisti che il più delle volte vengono spremuti per un anno e poi lasciati a piedi. Credo abbiano anche contribuito a “stordirci” un po’ tutti, propinandoci musica su musica spesso senza criterio. Fortunatamente stiamo tornando alla musica suonata in funzione dei live.

Qual è il tuo rapporto con i social? Pensi siano una perdita di tempo?

Sono sempre stato appassionato del mondo social, digital e marketing per la musica fino ad approfondire e a farne un lavoro: come musicista, come ufficio stampa e come social media manager. Credo siano uno strumento molto importante per poter riuscire a vivere di musica ma credo che vadano usati come un mezzo e non un fine: grazie a loro sono in contatto con chi mi segue, ci possiamo conoscere tra musicisti e addetti ai lavori. Non mi interessano numeri, streams, follwer e compagnia cantante: mi piace usarli per far conoscere e condividere me, il mio progetto e le mie esperienze e conoscere altre persone come me.

Spazio ringraziamenti, ringrazia pure chi vuoi, noi ovviamente, ringraziamo te.

Grazie innanzitutto a voi per lo spazio che dedicate a me e alla musica indipendente. Ringrazio chi chi segue e supporta il mio progetto e le mie canzoni dal vivo e sui social. Il buon Fapo per l’amicizia nei momenti belli e in quelli più duri, per credere in me da sempre e per il talento che mette nel lavorare alle mia musica. I Fenomeni Anfo e Andre per riuscire a rendere rock ‘n’ roll i brani come ho sempre sognato. Marta Meazza, Giuseppe Della Mura, Nicola Marotta e Carlo Capretta per i preziosi consigli. Gianmarco Ricasoli per il master atomico e Diego Cosentino per le foto clamorose. Gli amici e le amiche Mat, Davide, Ste, Vale, Patti e agli Amici di sempre di Agnone per il supporto e le risate in un periodo in cui ne avevo particolarmente bisogno. Ringrazio me stesso perché ho ancora la forza di inseguire un sogno. E Blu per essere il faro che continua a guidarmi.

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