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«Luminol» di Midwife, tra shoegaze, ambient e pop minimalista.

«Luminol» è la nuova fatica discografica di Midwife, progetto pop sperimentale della musicista statunitense Madeline Johnston.

Madeline Johnston è una polistrumentista che vive e lavora a San Miguel, New Mexico, anche se ha trascorso la metà dell’ultimo decennio a Denver, Colorado, dove ha sviluppato il suo progetto pop sperimentale Midwife.

Luminol è il suo terzo album, elaborato nel 2020 durante la Pandemia da covid-19 e al quale hanno partecipato Tucker Theodore, Angel Diaz (Vyva Melinkolya), Zachary Cole Smith, Ben Newman e Colin Caulfield (DIIV) e Dan Barrett (Have A Nice Life).

Perché “Luminol”?

Il luminol è una sostanza chimica utilizzata dagli investigatori forensi per rivelare tracce di sangue lasciate sulla scena del crimine. Quando reagisce con il sangue, il luminol emette un bagliore blu chemiluminescente che può essere visto in una stanza buia.

Dunque, allo stesso modo in cui questa sostanza chimica rivela prove su una scena, Midwife è interessata alla verità profonda, trasformando prove e tribolazioni in fonti di luce.

La copertina dell’album, che mostra una figura scura in piedi sul bordo di uno specchio d’acqua (una foto di sua madre scattata negli anni ’80, quando aveva più o meno la sua stessa età), simboleggia il modo in cui l’umanità è stata su un precipizio per tutto il 2020, per poi scoprire che sono sempre stati lì.

Pubblicato il 16 luglio 2021, Luminol è stato scritto, registrato e prodotto da Madeline Johnston tra il Colorado e il New Mexico ed è senza dubbio il suo album più intimo e personale.

Un disco attraverso il quale la musicista statunitense esplora temi oscuri con sonorità dagli effetti emotivi e catartici. Tra shoegaze, ambient e pop minimalista. Buon ascolto. (La redazione)

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