Spotify cresce ancora: dati entusiasmanti anche per il terzo trimestre 2021

I motivi del successo di Spotify sono diversi e hanno origine sia nella qualità del servizio che nella fiducia ormai accordata a un brand considerato “storico” nel campo dello streaming audio.

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Non si arresta il successo di Spotify, la piattaforma di streaming musicale più utilizzata a livello globale, che dal suo esordio avvenuto nel 2008 ha conosciuto una crescita continua e costante. Così, anche il 2021 prosegue a gonfie vele, con un numero di utenti attivi che ormai vola verso i 400 milioni di unità al mese.

Dati in costante aumento: un 2021 estremamente positivo per Spotify

Il 2021 sarà probabilmente uno degli anni da ricordare con maggiore soddisfazione per Spotify, visti i numeri raggiunti a circa due mesi dalla fine dell’anno e all’ormai vicino traguardo dei 400 milioni di utenti attivi ogni mese sulla piattaforma. Secondo gli ultimi dati diffusi, infatti, nel corso di quest’anno il servizio ha registrato un +19% rispetto al 2020, sia nel numero di abbonati a Spotify Premium, arrivati a 172 milioni, che di utenti attivi mensilmente, ora a quota 381 milioni.

Anche su base trimestrale i dati parlano di una crescita consistente, con il terzo periodo dell’anno assestatosi a +16 milioni di utenti attivi e +7 milioni di abbonati. Il trend risulta essere dunque fortemente positivo e, proprio per questo motivo, gli analisti non hanno esitato a sbilanciarsi riguardo alla possibilità di arrivare a fine anno a cifra tonda, superando la fatidica “soglia 400” citata poco sopra.

Nella lettura dei numeri, tuttavia, significativo risulta essere anche l’aspetto geografico: a far decollare ulteriormente la piattaforma è stato infatti anche l’ingresso in 85 nuovi mercati, che dunque hanno mostrato forte interesse alla proposta commerciale. Nello specifico della ripartizione geografica, dominano come prevedibile Europa e Nord America, che vantano rispettivamente quote del 34% e del 24% sul totale degli utenti attivi.

Le percentuali per continente restano tra l’altro più o meno simili anche se si considerano gli utenti paganti: il 40% degli abbonati a Spotify proviene infatti dai Paesi europei, mentre nel Nord America risulta il 29% delle sottoscrizioni ai profili premium, numeri che dunque racchiudono quasi il 70% degli abbonamenti globali in due soli continenti, con quantità davvero residuali nelle aree più popolose del mondo e considerate in via di sviluppo.

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Perché Spotify piace tanto agli utenti

I motivi del successo di Spotify sono diversi e hanno origine sia nella qualità del servizio che nella fiducia ormai accordata a un brand considerato “storico” nel campo dello streaming audio.

Essendo stata la prima piattaforma a offrire un servizio di questo tipo o, comunque, a farlo garantendo una quantità di contenuti mai vista prima, Spotify ha finito per essere il massimo riferimento per l’ascolto di musica in streaming. Chi cerca i propri artisti preferiti online, che si tratti di novità discografiche, artisti indipendenti o di classici della musica, ormai parte in genere proprio da Spotify ben sapendo che, salvo casi particolari, la libreria audio della piattaforma riuscirà a soddisfare al meglio la richiesta.

Uno dei meriti principali di Spotify sta dunque nel fatto di aver saputo cavalcare al meglio la rivoluzione digitale dell’ultimo decennio, offrendo per la prima volta un servizio interamente dedicato all’ascolto di musica. Un po’ come accaduto per i siti con slot machine online o per altri servizi dedicati alla condivisione di video come YouTube, Spotify ha in sostanza aperto la strada a un modo tutto nuovo di intrattenersi online, diventando sinonimo esso stesso di musica digitale.

Tutto ciò si accompagna a un servizio sempre più pratico e accessibile, che sfruttando oggi anche le tecnologie mobili, riesce ad assicurare un ascolto di ottima qualità anche fuori casa, sia a coloro che hanno sottoscritto un abbonamento a pagamento che a quegli utenti che scelgono di usufruire del servizio gratuito, seppur con qualche limitazione e con l’inserimento di spot pubblicitari.

Con un’offerta ricca e al tempo stesso differenziata in base alle diverse esigenze di fruizione, la società svedese ha dunque saputo creare una risposta innovativa alle nuove richieste del mercato, con buona pace dei tanti tradizionalisti che comunque continuano a preferire il supporto fisico a quello digitale. (Antonio Tabuschieri)

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