Top of the Music: solo gli streaming a pagamento vengono conteggiati per le classiche e le certificazioni | News

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Top of the Music
Come ben ricordate, a partire dal 7 giugno 2017 la Federazione dell’industria musicale italiana annunciava che per le classifiche “Top of The Music” sarebbero stati conteggiati non solo gli streaming a pagamento ma anche quelli free, ovvero gratuiti.

E così è stato e si proceduto fino alla fine dello scorso anno, senonché la FIMI, con un nuovo comunicato stampa diramato il 14 dicembre 2017 dichiarava che da gennaio 2018, il sistema ufficiale italiano di classifiche e certificazioni musicali avrebbe considerato solo i consumi in streaming derivati dagli ascolti in abbonamento, premiun. Sistema, a oggi, regolarmente in corso.

Questo è il comunicato stampa della FIMI che riportiamo per intero:

“Con l’arrivo del 2018, FIMI annuncia una importante novità che riguarda le classifiche dei consumi di musica in Italia e segue la recente integrazione dell’ascolto in streaming nelle classifiche degli album. Dopo una prima fase di test e con l’obiettivo di attribuire un reale valore ai consumi fisici e digitali, si è giunti alla decisione di considerare validi ai fini delle classifiche Top Of The Music solo gli stream a pagamento, ovvero solo gli ascolti derivati dai servizi in abbonamento premium. Sebbene la fruizione free resti sempre molto forte, siamo di fronte a una significativa migrazione di utenti verso i servizi premium e questo è un segnale dell’evoluzione del mercato che non si può ignorare. Lo streaming, inoltre, si avvia a rappresentare un segmento di mercato maturo che in Italia vale ormai il 44%. In questo contesto, appare ancora più importante valorizzare i consumi affinché le classifiche di vendita rappresentino una realtà più omogenea. La novità sarà applicata sia alla classifica degli album che a quella dei singoli e avrà ovviamente effetto anche sul sistema di certificazione ufficiale degli award d’oro e platino di FIMI. Il conversion rate tra download e streaming resterà per ora immutato, ma sarà oggetto di analisi semestrali al fine di valutare possibili aggiornamenti rispetto alla metodologia esistente. Attualmente corrisponde, nel caso dei singoli, a 1 download per 130 ascolti in streaming, mentre nel caso degli album, si mantiene quella conversione e il numero totale degli ascolti relativi a un titolo album (con cap del 70% sul singolo più ascoltato) viene diviso per 1.300.” (FIMI)

(La redazione)

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