Intervista al duo Digiovanni

Digiovanni è il nuovo progetto musicale di Alessio Franchini con Alessio Macchia

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Digiovanni è il nuovo progetto musicale di Alessio Franchini con Alessio Macchia.

Insieme hanno suonato su palchi importanti come il Teatro Ariston di Sanremo, il Teatro della Luna a Milano, il Paradiso Amsterdam, i club di avanguardia di Manhattan e moltissimi altri.

Il duo ha anche collaborato con artisti del calibro di Vinicio Capossela e Gary Lucas. Questo il risultato della nostra intervista. (La redazione)

Intervista ai Digiovanni, di Lorenzo D’Antoni

Digiovanni (ph. Associazione 21)

Ciao, benvenuti! Partiamo subito da ciò che sta accadendo adesso col vostro progetto (arriveremo dopo alle origini). Raccontateci come sta andando negli ultimi tempi. Date? Singoli? Nuova musica? Nuova scrittura?

Ciao a voi! Negli ultimi tempi sta andando bene: suoniamo, è l’unica cosa che conta. Ogni concerto è una bella occasione, conosci nuove persone e cerchiamo sempre di dare tutto quello che abbiamo, sia che siano tante o poche. Però è anche un forte bisogno, è una terapia, è la necessità di ritagliarsi un tempo e uno spazio in cui poter essere completamente quello che vuoi. È un po’ come la doccia calda al mare: stai bene subito, appena si accende, poi chiudi gli occhi e per un po’ ti sembra di poter spaziare ovunque, puoi pensare tutto quello che ti pare, tanto nessuno non ti vede e nessuno sa. Tutto sembra lecito, tutto sembra possibile…. Poi stacca il timer, riapri gli occhi e senti subito un po’ freddo ma ti salvi con l’asciugamano. Alla fine ti resta addosso un bel momento. Questo è il motivo per cui scriviamo e suoniamo. Tutto il resto (date, singoli, nuova musica, nuova scrittura) arriva di conseguenza. Arriveranno presto.

Di solito i progetti si arenano quando non riescono a trovare spazio nel circuito dei live, a voi succede il contrario, suonate sempre e tanto, a cosa si deve questo “piccolo” (ma in realtà grande) successo?

Onestamente non lo sappiamo. Siamo molto contenti (e anche un po’ sorpresi) di aver potuto fare un tour italiano nel 2022, il nostro “Rodaggio Tour”, ancora prima dell’uscita del disco. E altre date stanno arrivando in questo inizio 2023. Come ti dicevo, noi pensiamo a suonare, il più possibile, ovunque. Ne siamo veramente avidi. Posti grandi, posti piccoli, conosciuti, sconosciuti… non importa. In passato, abbiamo avuto la fortuna di suonare in molti posti, bellissimi, in Italia, fuori, oltre oceano. Abbiamo soddisfatto questo tipo di smania, la corsa al posto sempre più grande. Adesso siamo concentrati sul trovare gli spazi giusti, spazi d’autore che ci consentano di raggiungere un pubblico che si senta accolto nei nostri testi, che possa trovarci soddisfazione e benessere. Siamo molto contenti che alla fine dei nostri concerti incontriamo sempre persone molto coinvolte e i locali, i posti, che ci chiedono subito di tornare nel giro di qualche mese. Questi sono ottimi riscontri che ci fanno molto bene. Non sappiamo di preciso gli altri come si muovono.

Raccontateci adesso com’è cambiato il vostro progetto nel corso degli anni, quali sono state le delusioni, le sorprese, le conquiste che avete raggiunto?

È una domanda interessante e molto importante per noi…Rispetto al nostro lavoro precedente, il cambiamento è forte. Con il nostro precedente progetto di band, il Circolo dei Baccanali (ci piace citarlo perché dà anche il titolo a una delle canzoni del nuovo disco – e qui hai già una prima anticipazione!), avevamo un sound un po’ più estremo e selettivo, con brani scritti e composti in momenti dove abbiamo dato sfogo a situazioni personali e a uno spaccato sociale contemporaneo, con le sue decisioni e le sue incertezze, i dubbi e le speranze… Adesso, DIGIOVANNI è una identità più cantautoriale, più intimo e più facile all’ascolto, più alla portata di tutti. Un taglio cantautoriale però molto moderno e attuale nelle sonorità, con anche inserti elettronici molto ganzi.

Qualche anticipazione sul vostro nuovo lavoro discografico?

Il nuovo disco ha uno spazio di accesso all’ascolto molto più aperto. DIGIOVANNI è una evoluzione del tutto naturale, più legato a necessità di espressione artistica e della nostra maturazione che per altri motivi. È giusto dire che a darci una mano importante in questa evoluzione è stato il nostro produttore Andrea Pachetti (Emma Nolde, Zen Circus, Bobo Rondelli…) che da subito si è buttato completamente nel progetto e ci ha aiutati molto a diradare le nebbie di quando ti vedi troppo da vicino. Abbiamo dato una forma più definita a dove volessimo realmente arrivare come identità artistica, sia nel sound che nella scrittura dei testi.

Avete in mente qualche nuova collaborazione con artisti di spicco che volete spoilerarci?

Wow! Sono tanti gli artisti con cui ci piacerebbe collaborare. Per conterraneità (si dice “conterraneità”?), ci piacerebbe molto collaborare con Bobo o con Emma Nolde o con gli Zen. Con loro abbiamo anche alcune cose in comune. Con Bobo abbiamo condiviso più volte il palco in città, con Emma abbiamo in comune il produttore (quindi chissà??), con gli Zen abbiamo utilizzato la loro batteria per registrare il disco e il mitico The Geometra, il loro tastierista, che ha registrato i piani e le tastiere nelle nostre tracce. Su tutti, però, il nostro sogno sarebbe di poter collaborare con Vinicio Capossela. Con lui ci conosciamo, più volte abbiamo suonato insieme, Alessio (Franchini ndr) ha cantato durante alcuni suoi concerti e nel 2017 ci ha invitato al suo Sponz per chiudere il festival con un incredibile concerto all’alba. Poter avere un suo pianoforte o la sua voce o alcuni suoi versi o addirittura tutte queste cose insieme, sarebbe veramente un sogno

Cosa vi aspettate della vostra carriera musicale ed in generale dal pubblico italiano? Avete in mente di espandere i vostri confini ed in caso di suonare oltre il bel Paese?

Il passare del tempo è sicuramente un’ossessione molto forte e presente nelle nostre canzoni, quindi non lanciamo la nostra visione troppo in là. Pensiamo e ci muoviamo passo passo. Adesso ci piacerebbe consolidare e strutturare un po’ di più questo progetto, in modo da poter pensare solo a scrivere, a suonare e a creare nei live dei momenti e delle esperienze per il pubblico che possano lasciare bei ricordi e belle sensazioni. Speriamo che questo piaccia e speriamo di poter raggiungere un pubblico sempre più eterogeneo. Cerchiamo sempre di creare un rapporto sincero con le persone che ci ascoltano e questo lo custodiremo sempre con grande cura e attenzione. Per adesso ci concentriamo sul pubblico italiano, poi chissà…

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