Quanto conta la musica nei videogiochi? Tanto, quasi più della grafica

Pensateci bene: cosa sarebbe Super Mario Bros senza la musichetta che parte in occasione della sua invincibilità tramite stella?

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Se i videogiochi sono da tutti considerati l’ottava arte, le colonne sonore ad essi collegati non possono che essere la nona. Pensateci bene: cosa sarebbe Super Mario Bros senza la musichetta che parte in occasione della sua invincibilità tramite stella? Cosa sarebbe Tetris senza le iconiche note in grado di scandire l’inizio di un livello? E, infine, riusciremmo davvero a impersonare Link di Zelda quando scende in un dungeon alla ricerca di un pezzo di triforza senza quel motivo che ci ricorda l’importanza dell’impresa? Da questi casi si vede bene come la musica nei videogiochi conti assai, perché capace di coinvolgere e creare emozioni.

La saga Mortal Kombat vanta ancora oggi un grande successo proprio perché alla parola “Fatality” si schiude un universo musicale facilmente riconoscibile. Va detto subito che ci sono note e note, nel senso che durante il periodo dell’8-16 bit le limitazioni erano non poche; eppure, chi ha avuto la fortuna di giocare a Megaman 2 ha affrontato 8 boss godendo di sonorità ben congeniate. Chiaro, con il passare del tempo e con l’introduzione della tecnologia più all’avanguardia non sono mancati i capolavori. Pensate alle colonne sonore della saga Final Fantasy, capaci in più occasioni di commuovere.

Un esempio? Nel capitolo X quando i nostri eroi decidono di recarsi nella tetra Zanarkand è un tripudio di violini e flauti. Così come l’atmosfera che viene a crearsi quando si gioca a Silent Hill. In questo caso la musica riveste un ruolo davvero importante, quando introduce il player in un universo aspro e pericoloso, utilizzando i più performanti strumenti elettrici. Infine, non si può non menzionare la colonna sonora creata da Mick Gordon per il reboot di Doom, un evergreen degli sparatutto che non perde occasione di essere perfezionato.

Non solo videogiochi

Anche per quanto riguarda i casinò online la musica riveste un ruolo importante. Questo perché rende i suoi giochi non soltanto più divertenti ma anche più attrattivi. Il fatto che attraverso la musica sia possibile creare più ambientazioni, che possono risultare rilassanti, vivaci, pungolanti e incoraggianti è un plus. Prendendo come esempio la slot tematica dedicata ai Kiss di Unibet si può apprezzare l’hard rock-pop metal delle loro canzoni mentre si girano i sei rulli. Stessa cosa dicasi per quella in onore di Alice Cooper, personaggio controverso le cui sonorità, forti, vengono fatte risuonare anche in occasione della vittoria da parte del giocatore del slot machine jackpot messo in palio.

Una conclusione

PlayStation (pixabay)

Come si è visto la musica è un aspetto fondamentale dei videogiochi di ieri e dei passatempi di ultima generazione di oggi. Questo perché la grafica in sé conta poco se non supportata dalla capacità tramite strumentazione musicale di creare quell’empatia tra il giocatore e il titolo scelto, che può fare di quest’ultimo un capolavoro. Pensate per esempio a Grand Theft Auto e alla possibilità di poter cambiare stazione radio. E se questo non basta provate a riportare alla mente le sonorità di The Last of Us, cupe, fredde, eppur uniche nel loro genere, o quelle più divertenti e armoniche di Super Mario World 2: Yoshi’s Island. La musica bella, insomma, può fare miracoli.

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