Sandinista! dei Clash, pubblicato nel 1980, è un album triplo che mescola punk, reggae, dub, jazz e funk. Brani come The Magnificent Seven e Hitsville U.K. mostrano sperimentazioni musicali e testi impegnati, confermando l’influenza duratura della band sulla scena rock mondiale.
Sandinista!
Sandinista!, quarto album dei Clash, pubblicato il 12 dicembre 1980, rappresenta un punto di svolta nella carriera della storica rock band inglese. Triplo LP al debutto e successivamente doppio CD, l’album si distingue per la sua complessità musicale e per le contaminazioni con jazz, dub, reggae, ska e rockabilly, soprattutto nel terzo disco. Registrato tra Londra e New York, Sandinista! segna anche la prima collaborazione ufficiale di tutti e quattro i membri della band nella scrittura dei brani.
Il titolo dell’album trae origine dall’organizzazione dei guerriglieri nicaraguensi, i sandinisti, protagonisti della caduta del presidente Anastasio Somoza Debayle l’anno precedente. La scelta del nome fu inoltre influenzata dal tentativo dell’allora premier Margaret Thatcher di vietare il termine. Pur essendo oggi considerato un capolavoro del rock per la sua sperimentazione e varietà di generi, all’epoca l’album ricevette recensioni contrastanti e suscitò qualche delusione tra i fan più legati al punk classico. Gli ospiti dell’album includono Mikey Dread, produttore, cantante e dj giamaicano, Ellen Foley, all’epoca fidanzata di Mick Jones, e Tymon Dogg, violinista e autore di Lose This Skin, che in seguito farà parte dei Mescaleros di Joe Strummer.
Tra i singoli estratti in Inghilterra troviamo The Call Up, Hitsville U.K. e The Magnificent Seven, quest’ultimo considerato il primo pezzo rap inglese eseguito da un gruppo di bianchi. L’album mostra un uso innovativo del dub e del reggae, tecniche di flusso di coscienza e influenze funk e calypso.
La canzone nasce dall’incontro dei The Clash con i primi artisti hip hop di New York, come i Sugarhill Gang e Grandmaster Flash. La linea di basso funky, suonata da Norman Watt-Roy dei Blockheads, costituisce la struttura centrale del brano, che affronta temi legati al lavoro, al consumismo e ai media.
Il brano, con influenze gospel e soul, mette a confronto le piccole etichette indipendenti britanniche con le major musicali. La parte vocale è affidata a Ellen Foley, che accompagna Mick Jones in un testo critico verso le manipolazioni delle classifiche.
Ivan Meets G.I. Joe, cantata da Topper Headon, descrive in chiave surreale l’incontro tra un soldato americano e uno sovietico nello Studio 54 di New York. The Leader affronta invece il tema dell’abuso di potere e della manipolazione politica, ispirandosi a scandali reali e controversi della società inglese.
Il terzo disco è il più sperimentale, includendo brani come Lose This Skin di Tymon Dogg, Charlie Don’t Surf, influenzata dal film Apocalypse Now, e versioni dub come Living in Fame e Version Pardner. Questi pezzi mostrano la capacità dei The Clash di innovare la musica rock, incorporando strumenti insoliti e arrangiamenti complessi.
Sandinista! resta uno degli album più ambiziosi e sperimentali dei Clash, simbolo di contaminazioni musicali e testi socialmente impegnati. Nonostante le critiche iniziali, oggi è considerato un punto di riferimento per il rock del XX secolo e per la fusione tra punk, reggae, funk e jazz. La pubblicazione in vinile e CD ha reso l’album accessibile a generazioni di fan e musicisti, confermando l’influenza duratura della band sulla musica contemporanea. (La redazione)
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