12 album di musica reggae da avere in CD o vinile (prima parte)

Dodici album di musica reggae da avere assolutamente in CD o in vinile. Una breve lista di capolavori che hanno fatto la storia della musica giamaicana, dal roots classico al dub sperimentale di Augustus Pablo fino alla dancehall. Un viaggio sonoro attraverso i ritmi di Kingston che hanno cambiato il mondo: da Exodus a Funky Kingston, ecco i dischi fondamentali da ascoltare.

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Il reggae non è mai stato solo un genere musicale, ma un movimento spirituale e sociale che ha dato voce a chi non ne aveva. Tra la metà degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, questa musica ha varcato i confini dei ghetti di Kingston per conquistare il mondo, portando con sé messaggi di redenzione, resistenza e amore universale. La lista che segue non è solo una raccolta di canzoni, ma una mappa dei momenti in cui il “riddim” ha cambiato la storia della musica.

Dodici album di musica reggae (prima parte)

Bob Marley & The WailersExodus (1977)

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Burning SpearMarcus Garvey (1975)

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Peter ToshLegalize It (1976)

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Black UhuruAnthem (1984)

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Toots and the MaytalsFunky Kingston (1973)

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Steel PulseHandsworth Revolution (1978)

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CultureTwo Sevens Clash (1977)

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Augustus PabloKing Tubbys Meets Rockers Uptown (1976)

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Max RomeoWar Ina Babylon (1976)

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YellowmanKing Yellowman (1984)

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Linton Kwesi JohnsonBass Culture (1980)

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Prince DouglasDub Roots (1980)

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Oltre la Musica

Questi 12 album rappresentano l’evoluzione completa di un suono unico: dalla spiritualità profonda del roots di Burning Spear e Culture, alle sperimentazioni dub psichedeliche e poetiche di Augustus Pablo e Linton Kwesi Johnson fino all’energia travolgente della dancehall di Yellowman, passando attraverso il dub roots dell’inconfondibile Prince Douglas. Insomma, che si tratti di denunciare le ingiustizie sociali o di celebrare la gioia di vivere, questi dischi rimangono testimonianze intramontabili di come un’isola così piccola sia riuscita a influenzare la cultura globale in modo così profondo. Mettere sul piatto uno di questi lavori significa, ancora oggi, sintonizzarsi sulla frequenza del cambiamento. (La redazione)

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