Il disco in evidenza: Somebody Help Me, I’m Being Spontaneous!, 2026, Melanie Baker

Il debutto di Melanie Baker, Somebody Help Me, I’m Being Spontaneous!, unisce indie e rock alternativo con chitarre ruvide, umorismo assurdo e sensibilità queer. Un album moderno e diretto, sostenuto da una forte identità sonora e da una presenza live sempre più solida.

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Melanie Baker è una cantautrice di Newcastle che si presenta con un debutto capace di attirare immediatamente l’attenzione, grazie a un linguaggio musicale diretto, irriverente e ricco di energia. Il suo primo album, Somebody Help Me, I’m Being Spontaneous!, in uscita il 10 aprile 2026 per Tambourhinoceros, unisce indie e rock alternativo con una scrittura vivace e consapevole, confermandosi come una delle produzioni chitarristiche inglesi più interessanti degli ultimi anni.

Inoltre, la dimensione live sta contribuendo a consolidare la sua identità artistica, perché l’esperienza maturata come supporto a The Wytches e Maximo Park ha reso la sua presenza sul palco sempre più solida e coinvolgente. Di conseguenza, il progetto appare già maturo e definito, pur mantenendo una spontaneità che resta il suo tratto distintivo.

Un debutto tra umorismo e realismo cartoonistico

Il disco rappresenta un esercizio brillante di realismo cartoonistico, dove l’assurdo e l’ironia convivono con una forte urgenza espressiva. Il titolo dell’album richiama indirettamente un immaginario legato alla finzione e alla percezione della realtà, mentre la copertina riflette un caos visivo coerente con il carattere del progetto. Tuttavia, sotto la superficie giocosa emerge una visione precisa, che trasforma l’umorismo in un mezzo per raccontare inquietudini e contraddizioni contemporanee.

In questo contesto, le canzoni alternano tensione e leggerezza, creando un equilibrio efficace tra melodie immediate e arrangiamenti distorti. Inoltre, la scrittura mantiene una coerenza stilistica che rende l’ascolto fluido, pur attraversando registri emotivi diversi. Questa combinazione rende l’album accessibile, ma allo stesso tempo ricco di sfumature, offrendo una prospettiva personale sul panorama alt-rock attuale.

Tracklist e identità sonora

La tracklist riflette un percorso narrativo dinamico e frammentato, dove ogni brano contribuisce a costruire un universo sonoro riconoscibile:

  1. AAAAAHHHHHHHHH
  2. Sad Clown
  3. HAHA!
  4. Bored
  5. Why Would I Want To Be Like You?
  6. Cabin Fever
  7. My Head Fell Off Last Night
  8. Real Life
  9. City Strange
  10. Bye Bye, Loser Blues
  11. Slugs
  12. You’ll Get Better

Le strutture musicali sono sostenute da batterie martellanti, chitarre ruvide e testi affilati, elementi che definiscono un sound diretto e incisivo. Tuttavia, l’approccio non si limita alla nostalgia, perché l’eredità dell’alt-rock anni Novanta viene rielaborata attraverso una sensibilità queer e contemporanea. Di conseguenza, il risultato è un linguaggio moderno che dialoga con il passato senza rimanerne prigioniero.

Influenze e visione contemporanea

Il lavoro di Melanie Baker recupera lo spirito del miglior rock alternativo, ma lo aggiorna con una prospettiva personale e attuale. Inoltre, l’energia delle chitarre convive con una scrittura ironica e tagliente, capace di affrontare temi complessi senza rinunciare a immediatezza e leggerezza. Questo equilibrio permette all’album di parlare a un pubblico ampio, mantenendo al tempo stesso una forte identità artistica. D’altra parte, la dimensione queer e la sensibilità contemporanea non risultano elementi accessori, bensì parte integrante del progetto. L’estetica sonora e visiva contribuisce a definire una visione coerente, dove caos, ironia e autenticità si intrecciano in modo naturale.

Conclusione

Somebody Help Me, I’m Being Spontaneous! si presenta come un debutto solido, caratterizzato da energia, originalità e consapevolezza stilistica. Pertanto, l’album conferma Melanie Baker come una voce interessante della nuova scena indie-rock britannica, capace di coniugare distorsioni, humor e urgenza espressiva in un linguaggio contemporaneo. Inoltre, la crescita sul palco e la coerenza del progetto suggeriscono un percorso artistico in evoluzione, che merita attenzione nei prossimi anni. (La redazione)

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