La possibile rinuncia dell’Iran ai Mondiali 2026 ha riacceso il dibattito su un eventuale ripescaggio dell’Italia, ma il regolamento FIFA parla chiaro: la sostituzione spetterebbe all’organizzazione e privilegerebbe una nazionale della stessa confederazione, rendendo quasi nulle le chance per gli Azzurri
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L’ipotesi di un ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026 resta, allo stato attuale, estremamente remota. Il tema è tornato d’attualità dopo le tensioni internazionali che coinvolgono l’Iran e le dichiarazioni del ministro dello Sport iraniano, che nelle scorse settimane aveva ventilato la possibilità di una rinuncia alla competizione.
A rafforzare il clima di incertezza erano arrivate anche le parole del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che aveva espresso dubbi sulla partecipazione della nazionale iraniana per ragioni di sicurezza. Tuttavia, la posizione ufficiale della FIFA è sempre stata chiara: mantenere invariato il quadro delle squadre qualificate.
Il presidente Gianni Infantino ha ribadito pubblicamente che l’Iran parteciperà regolarmente ai Mondiali 2026, sottolineando il valore dello sport come strumento di unità anche in contesti difficili.
Ma cosa accadrebbe se una nazionale qualificata decidesse davvero di ritirarsi? Il regolamento FIFA, all’articolo 6.7, stabilisce che la decisione spetta interamente alla federazione internazionale, che può scegliere se sostituire la squadra esclusa con un’altra.
In questo scenario, però, l’Italia avrebbe pochissime possibilità. Il criterio principale sarebbe infatti quello di mantenere invariati gli equilibri tra le confederazioni: l’Asia dispone di otto posti diretti e, in caso di rinuncia dell’Iran, la sostituzione arriverebbe con ogni probabilità dalla stessa area geografica.
Tra le possibili candidate ci sarebbero nazionali asiatiche rimaste escluse nelle qualificazioni, come gli Emirati Arabi Uniti, piuttosto che squadre europee. Inoltre, non esistono precedenti ai Mondiali di ripescaggi “trasversali” tra confederazioni.
Diverso il caso storico degli Europei 1992, quando la Danimarca fu ripescata all’ultimo momento al posto della Jugoslavia, arrivando addirittura a vincere il torneo. Ma si trattava di una competizione continentale, con regole e contesto differenti.
In sintesi, anche in uno scenario estremo di ritiro, il regolamento FIFA e la struttura delle qualificazioni rendono altamente improbabile un ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026. (La redazione)
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