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Recensione: The Hotel Alexis – Goliath, I’m On Your Side (2007)

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Capita raramente di imbattersi in dischi di siffatta bellezza, avvolti – quasi per miracolo – da una spiccata e sincera musicalità che prende le distanze da ogni strepito mediatico e sovversivo. Così, girovagando qua e là nei meandri della rete, succede di scovare vere e proprie opere d’arte del calibro di Goliath, I’m On Your Side in grado di catturare l’attenzione fin dalle prime note. Permeata da una evidente qualità compositiva, la seconda fatica degli Hotel Alexis (Portsmouth, New Hampshire) procede lungo i solchi di un cantautorato alternativo che potrebbe ricordare tanto i Wilco e gli Sparklehorse quanto Howe Gelb e Bonnie Prince Billy. Quattordici tracce malinconiche, cantate sottovoce, abili tuttavia a rinfrancare lo spirito attraverso le sue intime costruzioni melodiche che si adagiano su tappeti di vibrafoni, effetti digitali, tastiere e lap steel che si percepiscono già dall’iniziale Soft Soft War, brano dalle consistenze country ma dall’incedere swingato, e San Diego Backslide capace di togliere il respiro in un solo istante. Un lavoro dai toni sfumati che cresce minuto dopo minuto, traccia dopo traccia, a partire dalle acustiche di I Will Arrange For You To Fall II, Owl e The Devil Knows My Handle fino a scivolare nelle sperimentazioni di Ticket e Oh The Loneliness che tracimano magnificamente nei diciotto minuti di Hummingbird/Indian Dog e, subito dopo, nelle ritmiche “post-rock” di The Range; e se Our Good Captain e The Silent One, che esala profumi d’oriente e sfumature corali, potrebbero rivelarsi passaggi poco convincenti, saranno le leggerezze alla Sufjan Stevens di Silver Waves Crash Through The Canyons e il tepore di Sister Ray, autentica gemma che sembra uscita da New England di Jason Anderson, a sottolineare il talento del cantante Sidney Lindner. Sospeso tra folk, pop e psichedelia, Goliath, I’m On Your Side si candida a diventare, per chi scrive, uno degli album emotivamente più coinvolgenti di questa prima parte del 2007.[1] (Luca D’Ambrosio)

[1]Recensione pubblicata su ML – n. 47 del 28.06.2007


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