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Motown. Il sound della giovane America di Adam White e Barney Ales | Libri


Fiamme. Lingue di fiamme rosse e gialle che divorano una città. Con questa immagine a colori per niente romantica si apre Motown. Il sound della giovane America, il libro-capolavoro di Adam White con Barney Ales che racconta la storia della prima grande industria di musica messa su da un uomo di colore.

Sono le fiamme che annunciano l’inizio di una delle più grandi sommosse razziali della storia d’America, quelle che avvolgono come un preludio d’Inferno una inconsapevole Detroit quella notte del 23 luglio del 1967.

L’incipit ci introduce immediatamente nel clima rovente di quegli anni. Gli anni in cui il progresso industriale ed economico di una nazione fa a pugni col progresso civile e l’integrazione razziale è ancora un sentiero che attraversa in salita tutti gli stati d’America.

Gli anni in cui il riscatto della popolazione nera passa attraverso piccole clamorose azioni come quella di Rosa Parks fino alla consapevolezza politica di Martin Luther King. Ma passa anche attraverso audaci e strategiche operazioni di penetrazione culturale come quella compiuta da Berry Gordy che trasforma dal nulla la città dei motori (all’epoca le industrie automobilistiche della città producono tanto quanto viene prodotto in tutto il resto del mondo) nella città dei successi: Hitsville. Come il grande cartello che Gordy piazza al 2648 del West Ground Boulevard.

Anni di grandissimi successi infatti. E di un’egemonia culturale non inferiore a quella del rock and roll bianco. Tanto che sia i Beatles che gli Stones (e ovviamente tutti gli altri a seguire) metteranno in piedi il loro repertorio pescando dall’una e dall’altra scatola.

Il libro di Adam White e Barney Ales li racconta tutti in un libro che vale tanto oro quanto pesa. E vi assicuro che pesa assai. L’Ippocampo Edizioni non ha lesinato in carta, pagine e colore. E il risultato è ineccepibile nella forma e nel contenuto. 400 pagine rilegate in grande stile, piene zeppe di foto bellissime, stralci di interviste, aneddoti, racconti, memorie e soprattutto sogni.

Sì, il famoso sogno americano. Raggiunto e trasformato in folle, vibrante, plaudente, colossale realtà per milioni di persone di ogni razza e colore. Grazie Motown, per questi sessanta anni di musica. Grazie Adam e Barney, per averceli fatti riassaporare. (Franco Dimauro)

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