La vignetta di Natangelo che indigna la Premier Meloni

Dopo la dichiarazione del Ministro Lollobrigida sulla “sostituzione etnica”, arriva la vignetta satirica del disegnatore Mario Natangelo che indigna Giorgia Meloni.

Dopo le parole del Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste del Governo Italiano, Francesco Lollobrigida, in cui – durante il suo intervento al congresso della Cisal – affermava «Non dobbiamo arrenderci all’idea della sostituzione etnica», arriva la replica del disegnatore Natangelo con la sua vignetta che ritrae la moglie del ministro – Arianna, sorella della Premier Giorgia Meloni – a letto con un altro uomo.

Guarda la vignetta

La teoria della “sostituzione etnica” al quale fa riferimento il Ministro della Repubblica Italiana Lollobrigida è riportata anche sul sito stesso del Governo Italiano dove si legge quanto segue:

Pregiudizi Antisemiti: Piano Kalergi
Falsa idea di un complotto di sostituzione dei popoli europei
La teoria del complotto del piano Kalergi è la credenza secondo la quale esista un piano d’incentivazione dell’immigrazione africana e asiatica verso l’Europa al fine di rimpiazzarne le popolazioni. Prende il nome dal filosofo austriaco Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi (1894-1972), paneuropeista storico, cui viene attribuita la paternità di tale piano; la teoria trova credito soprattutto in ambienti di estrema destra (nazionalisti, sovranisti e separatisti).

Fonte: Osservatorio Antisemitismo Fondazione CDEC

Tornando invece alla vignetta satirica di Natangelo, diversi i politici indignati, a partire dalla stessa Presidente del Consiglio dei Ministri che sui social scrive:

Quella ritratta nella vignetta è Arianna. Una persona che non ricopre incarichi pubblici, colpevole su tutto di essere mia sorella. Sbattuta in prima pagina con allusioni indegne, in sprezzo di qualsiasi rispetto verso una donna, una madre, una persona la cui vita viene usata e stracciata solo per attaccare un Governo considerato nemico.
E il silenzio assordante su una cosa del genere, da parte di quelli che dalla mattina alla sera pretendono di farci la morale, dimostra plasticamente la malafede della quale siamo circondati.
Ma se qualcuno pensa di fermarci così, sbaglia di grosso. Più sono circondata da questa ferocia, più sono convinta di dover fare bene il mio lavoro. Con amore. La cattiveria senza limiti la lasciamo agli autoproclamatisi “buoni”.

Giorgia Meloni

Maria Natangelo, il vignettista, subito dopo su FB scrive:

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ritenuto di dover intervenire questa mattina (stranamente solerte, per intervenire sulla strage di Cutro le ci sono voluti sette giorni) sulla mia vignetta pubblicata in prima pagina da Il Fatto Quotidiano, dedicata al ministro Lollobrigida (incidentalmente, suo cognato) e la sua idea di “sostituzione etnica”.

Mario Natangelo

In difesa di Natangelo e della satira in generale arriva anche il noto vignettista Vauro che, intervistato da Adnkronos, risponde più prosaicamente così:

Ho mandato a Natangelo un messaggio di complimenti quando ho visto la sua vignetta, è azzeccatissima. Sono molto felice fra tanta satira bonacciona che c’è in Italia ci sia un giovane che fa satira vera è autentica. Visto che sono anziano posso dire che se devo lasciare un testimone lo lascio proprio a Natangelo. La satira è satira. Dopo il decreto anti rave e il decreto emergenza migranti adesso faranno il decreto “emergenza satira“. Sono contento di quello che ha detto Lollobrigida, io avrò a breve un processo e se continuano a fare queste dichiarazioni fasciste, forse sarà difficile quando dico che Fdi è un partito fascista, affermare che invece non lo è.

Vauro

Sul sito della Treccani, alla parola satira, in un passaggio leggiamo quanto segue:

Composizione poetica che evidenzia e mette in ridicolo passioni, modi di vita e atteggiamenti comuni a tutta l’umanità, o caratteristici di una categoria di persone o anche di un solo individuo, che contrastano o discordano dalla morale comune (e sono perciò considerati vizi o difetti) o dall’ideale etico dello scrittore.

Treccani

Insomma, piaccia o non piaccia, “la satira è satira”. (La redazione)

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