Jana Horn pubblica il nuovo album omonimo: folk minimale tra introspezione e silenzio

Il 16 gennaio 2026 Jana Horn pubblica per No Quarter il nuovo album omonimo. Dieci brani di folk minimale e letterario, scritti tra New York e Texas e registrati al Sonic Ranch, che confermano una delle voci più personali dell’indie folk contemporaneo.

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Il 16 gennaio 2026 la cantautrice texana Jana Horn pubblica per No Quarter il suo nuovo omonimo album. Il lavoro discografico segna un ulteriore passo nella definizione di un linguaggio personale, essenziale e profondamente introspettivo, capace di rinnovare l’indie folk contemporaneo con misura e coerenza.


Un folk letterario e rarefatto

Il nuovo disco conferma l’estetica minimale di Jana Horn, fondata su un uso delicato della voce, armonie misurate e spazi sonori ampi, dove il silenzio assume un ruolo centrale. Il suo approccio richiama atmosfere intime e sospese, affini a esperienze che hanno esplorato territori simili, come Young Marble Giants, Syd Barrett e Broadcast.

La scrittura mantiene un gusto letterario marcato, frutto di una sensibilità che unisce introspezione emotiva e rigore formale. In questo equilibrio si colloca la vicinanza ideale a Yo La Tengo e Mount Eerie, soprattutto nella gestione delle dinamiche e nella sottrazione come scelta espressiva.


Le canzoni tra New York e il passato texano

Le dieci tracce di Jana Horn sono nate durante il primo anno di vita dell’artista a New York, periodo successivo al conseguimento di un master in scrittura creativa a Charlottesville. Il trasferimento nella metropoli segna una fase complessa e inquieta, che si riflette nella natura introversa delle composizioni.

Fa eccezione il singolo Go On, Move Your Body, scritto in precedenza ad Austin, in Texas, nello stesso periodo in cui Jana Horn pubblicava l’esordio Optimism. Questa canzone crea un ponte temporale ed emotivo tra le diverse fasi della sua crescita artistica.


Una registrazione essenziale nel deserto

Sebbene concepite in ambito urbano, le canzoni sono state registrate lontano dalla città, al Sonic Ranch in Texas. Qui Jana Horn ha lavorato con il batterista Adam Jones e il bassista Jade Guterman, musicisti attivi nella scena newyorkese, affiancati da Adelyn Strei, che contribuisce con flauto e clarinetto in vari brani.

La scelta di un contesto isolato risponde a un’esigenza espressiva precisa, orientata a restituire una dinamica frammentata ed essenziale. Gli arrangiamenti per voce e synth sono stati poi completati dall’artista nel suo appartamento di Brooklyn, chiudendo un processo creativo basato sull’equilibrio tra presenza e assenza, suono e spazio.


Il percorso dopo l’esordio acclamato

Il debutto del 2023 The Window Is The Dream ha rappresentato un punto di svolta per Jana Horn, ottenendo riconoscimenti importanti e l’attenzione della critica internazionale. Quel lavoro ha collocato l’artista all’interno di una tradizione di solitari trasversali ai generi, capaci di costruire mondi sonori intimi e riconoscibili.

Il nuovo album non tradisce quelle premesse, ma le sviluppa con maggiore consapevolezza, confermando una traiettoria coerente e personale.


Conclusione

Jana Horn è un disco che valorizza la sottrazione come forma di racconto. Un lavoro che affida al silenzio, alla fragilità e alla misura il compito di definire l’identità artistica di una cantautrice ormai centrale nel panorama indie folk. Un album che non cerca l’enfasi, ma la profondità. (La redazione)

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