Il post di Ghali del 5 febbraio 2026 anticipa la sua partecipazione alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano-Cortina. Il rapper riflette sui limiti imposti, le reazioni politiche e le tensioni legate alla lingua araba, sottolineando come anche il suo silenzio abbia un impatto significativo.
Ghali (press photo)
Il rapper Ghali torna al centro dell’attenzione in vista della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. In un post pubblicato il 5 febbraio 2026 sui suoi canali social, il cantante ha espresso riflessioni sulla sua partecipazione e sulle limitazioni imposte dagli organizzatori, sottolineando la complessità del contesto politico che accompagna il suo coinvolgimento. Il post, intitolato «A domani», ha anticipato la sua presenza sul palco, tra critiche e polemiche legate ai suoi precedenti interventi su Gaza e alla posizione nei confronti del governo italiano.
A tutti
Lo so.
So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo.
So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero.
So perché mi hanno invitato. So anche perché non ho più potuto cantare l’Inno d’Italia.
So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace.
So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo.
So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore.
So che è tutto un Gran Teatro.
Il post di Ghali è stato pubblicato alla vigilia della cerimonia e contiene versi che rivelano la sua percezione di una forte tensione politica: «So che è tutto un gran teatro». Il rapper racconta di aver ricevuto la proposta di recitare una poesia sulla pace, ma che la presenza della lingua araba è stata considerata “di troppo” dagli organizzatori. Il messaggio, pubblicato in italiano, inglese e arabo, riflette i retroscena della sua partecipazione e il delicato equilibrio tra espressione artistica e imposizioni istituzionali.
La presenza di Ghali ha suscitato reazioni contrastanti. Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha chiarito che l’artista non avrebbe espresso opinioni personali sul palco, sottolineando che un Paese deve saper gestire voci critiche senza pregiudizi. Altrettanto puntuali le risposte della Lega e dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, cos’ come si scrive il Fatto Quotidiano e il Corriere della Sera.
Il rapper milanese di origini tunisine, già protagonista a Sanremo 2024 con prese di posizione sulla situazione a Gaza, ha espresso nel post una serie di riflessioni sul proprio ruolo: conosce i limiti della sua voce, i motivi della sua invitazione e i vincoli imposti dalle regole. Ghali racconta di non aver potuto cantare l’inno d’Italia e di aver visto limitata l’espressione della poesia proposta, ma afferma che anche il suo silenzio può avere un impatto. Il messaggio si chiude con un invito implicito alla riflessione, accompagnato dalla frase «A domani», segnalando la sua presenza alla cerimonia.
La partecipazione di Ghali alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 mette in luce il difficile equilibrio tra arte, politica e regolamentazioni ufficiali. Il suo post evidenzia come anche un evento globale possa trasformarsi in un palco di tensioni culturali e politiche, dove le scelte linguistiche e la libertà di espressione diventano oggetto di scrutinio pubblico. La cerimonia si preannuncia, quindi, non solo come un momento celebrativo, ma anche come occasione di confronto e riflessione sulle diverse voci presenti nello spazio pubblico italiano. (La redazione)
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