Il disco in evidenza: Blackstar, 2016, David Bowie

Blackstar è il ventiseiesimo e ultimo album di David Bowie, pubblicato nel 2016. Registrato a New York con musicisti jazz e Tony Visconti, unisce art rock e sperimentazione. Dopo la morte dell’artista, l’opera è stata riletta come un consapevole commiato artistico.

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Blackstar è il ventiseiesimo e ultimo album in studio di David Bowie, pubblicato l’8 gennaio 2016, giorno del suo sessantanovesimo compleanno. Il disco nasce a New York, registrato in segreto con il produttore storico Tony Visconti e un gruppo di musicisti jazz locali. Tuttavia, l’album assume un significato ancora più profondo dopo la morte di Bowie, avvenuta due giorni dopo l’uscita. Per questo motivo, l’opera è stata riletta come un saluto consapevole, sia artistico sia umano.

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Un progetto costruito nel silenzio

La realizzazione di Blackstar avviene lontano dall’esposizione mediatica. Dopo The Next Day, Bowie decide di cambiare completamente approccio, affidandosi a Donny McCaslin, Jason Lindner, Tim Lefebvre e Mark Guiliana, musicisti provenienti dal jazz contemporaneo. Inoltre, contribuiscono Ben Monder alla chitarra e James Murphy alle percussioni. Il metodo di lavoro è collaborativo. Bowie porta demo già strutturati, ma lascia spazio all’improvvisazione. Di conseguenza, il risultato è un suono ibrido, che unisce art rock e jazz sperimentale, evitando deliberatamente il rock tradizionale. Questo approccio segna una netta discontinuità rispetto al passato recente.


Temi, musica e brani chiave

Dal punto di vista musicale, Blackstar combina art rock atmosferico, jazz sperimentale e influenze contemporanee. Bowie ascolta artisti come Kendrick Lamar e Death Grips durante la lavorazione, anche se il risultato finale resta profondamente personale. I testi, invece, ruotano attorno al tema della morte, spesso narrata da punti di vista non convenzionali. Il brano Blackstar apre l’album con una struttura complessa e mutevole. Lazarus, proveniente dall’omonimo musical, assume un ruolo centrale, diventando uno dei pezzi più discussi. Le nuove versioni di Sue (Or in a Season of Crime) e ’Tis a Pity She Was a Whore mostrano un’evoluzione sonora più scura e densa. Infine, I Can’t Give Everything Away chiude il disco lasciando spazio all’interpretazione, senza fornire risposte definitive.


Accoglienza, rilettura e significato

Alla pubblicazione, Blackstar ottiene grande successo commerciale, raggiungendo il primo posto in numerosi paesi e, per la prima volta, anche nella classifica Billboard 200 negli Stati Uniti. La critica lo accoglie come uno dei lavori più audaci e complessi di Bowie da decenni. Dopo la sua scomparsa, l’album viene analizzato nuovamente. Testi, titolo e artwork vengono letti come indizi consapevoli di un commiato imminente. Il disco riceve tre Grammy Awards e il Brit Award come miglior album britannico. Col tempo, viene considerato uno dei migliori album del decennio e uno dei più riusciti finali di carriera.


L’atto finale

Blackstar rappresenta l’atto finale di David Bowie, costruito con lucidità e rigore artistico. Senza concessioni nostalgiche, l’album unisce sperimentazione, controllo e profondità tematica. Proprio per questo, rimane un’opera aperta, capace di continuare a parlare anche dopo la fine del suo autore. (La redazione)

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