Qualche settimana fa ho fatto quattro domande a Barry Miles, uno dei più grandi conoscitori della cultura underground degli anni Sessanta e Settanta.
Ecco cosa mi ha risposto il giornalista e scrittore inglese. Buona lettura.
Luca D’Ambrosio, nato a Sora nel 1970, è un blogger, autore e divulgatore musicale italiano, fondatore e responsabile di Musicletter.it, progetto indipendente dedicato alla musica, alla cultura e all’informazione.
La sua attività nel campo della divulgazione musicale nasce da una lunga passione per la popular music che, tra il 1988 e il 1991, lo porta dapprima a realizzare programmi radiofonici con emittenti locali, poi a organizzare festival e concerti e, infine, a partire dagli anni Zero, a collaborare con diverse webzine e riviste, tra cui Sentireascoltare, Extra! Music Magazine, Il Mucchio Selvaggio, Gazzetta Italia e La Rivista.
Nel 2005 fonda Musicletter.it, inizialmente concepito come una newsletter accompagnata da una pubblicazione in formato PDF e successivamente evoluto in un sito indipendente dedicato a musica, cultura e informazione. Nel corso degli anni, Musicletter ha ampliato i propri contenuti occupandosi, oltre che di musica, anche di libri, cinema, televisione, sport e attualità culturale.
Nel 2010 lavora come consulente musicale a Varsavia per lo spettacolo teatrale "L'uomo Caravaggio", scritto e diretto dal regista e drammaturgo Alberto Macchi. Dal 2011 al 2019 è nuovamente consulente musicale per due programmi radiofonici della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, ideati dall'economista francese Thierry Vissol.
Dal 2012 Luca D’Ambrosio fa parte della giuria delle Targhe Tenco, uno dei più importanti riconoscimenti italiani dedicati alla canzone d’autore.
Nel 2013 ha ideato la Targa MEI Musicletter, premio nazionale dedicato all’informazione musicale sul web, nato con l’obiettivo di valorizzare il giornalismo e la divulgazione musicale online.
La sua attività si estende anche all’editoria. Per Arcana Edizioni ha pubblicato tre libri:
La musica, per me (2018), con introduzione di Ernesto Assante;
Musica migrante (2019), con prefazioni di Angélique Kidjo e Valerio Corzani;
Musica per cani (2020), con prefazioni di Antonio Bacciocchi e Rita Oberti.
La sua prima pubblicazione autoprodotta risale invece al 1996 con Voci Chiassose, successivamente ristampata autonomamente nel 2021.
Nel 2024 D’Ambrosio ha pubblicato il racconto Un’educazione vittoriana, inserito nella collana Le Ruzzole con distribuzione Edizioni Curci.
Un altro capitolo significativo della sua attività è legato al Festival di Sanremo: nel 2023, 2024 e 2025 ha fatto parte della giuria della Sala Stampa, TV e Web del Festival.
Dal 2024 è inoltre membro del Comitato di Garanzia del Premio “La mia Terra”.
Nel corso della sua carriera ha ottenuto riconoscimenti nell’ambito del Festival di Internazionale a Ferrara e del Festival Nazionale dei Conservatori di Frosinone, oltre ad aver contribuito a diverse pubblicazioni e iniziative legate alla cultura musicale italiana.
A distanza di oltre vent’anni dalla nascita di Musicletter, Luca D’Ambrosio continua a portare avanti il progetto mantenendone la natura indipendente e utilizzando il web come spazio di condivisione di recensioni, notizie, interviste, riflessioni e scoperte musicali.
A sintetizzare il rapporto che D’Ambrosio ha costruito con la musica nel corso degli anni è il motto che accompagna il suo blog personale:
«L’amore per un disco è un sentimento reale».
Per maggiori dettagli, è possibile consultare la pagina dedicata sul sito ufficiale:
https://www.musicletter.it/luca/il-mio-percorso/
Qualche settimana fa ho fatto quattro domande a Barry Miles, uno dei più grandi conoscitori della cultura underground degli anni Sessanta e Settanta.
Ecco cosa mi ha risposto il giornalista e scrittore inglese. Buona lettura.
Prodotto da Gianni Maroccolo, il 23 settembre 2022 uscirà per Ala Bianca Illusion, il nuovo disco del cantautore milanese Stefano EDDA Rampoldi.
Diversi giorni fa ho sentito entrambi i musicisti per farmi raccontare qualcosa sul nuovo album di EDDA.
Per un appassionato di musica e dischi, non capita tutti i giorni di ricevere un omaggio come la straordinaria opera omnia (1985-1990) degli Allison Run dal titolo Walkin on the Bridge.
Si tratta di un triplo vinile contentente – rispetto alla precedente ristampa in CD – anche l’EP del 1988 dei Betty’s Blues e le cover dei brani La fata (Edoardo Bennato) e Patty Flan (The Views).
Le illustrazioni del sontuoso cofanetto prodotto da Psych-Out Records e MarraCult sono di Daniele Guadalupi, in perfetta linea con il passato psichedelico della band.
Gli Allison Run erano Amerigo Verardi, Alessandro Saviozzi, Mimo Rush, Sado Sabetta e Umberto Palazzo che ringrazio di cuore attraverso questo post.
Perché se è vero che le stagioni passano, è altrettanto certo che le emozioni tornano, soprattutto quando ci si trova di fronte a simili meraviglie.
Sabato 23 luglio 2022, in quel di Isola del Liri, ho avuto il piacere – questa volta è proprio il caso di dirlo – di partecipare alla prima edizione di Gaudium, festival dell’enogastronomia e del turismo locale.
È stato un pomeriggio pieno di parole, racconti e magnifiche scoperte. Cose che fanno bene al cuore, insomma. Grazie.
Sul numero di giugno 2022 di PetFamily c’è una pagina dedicata al mio libro Musica per cani. Canzoni per il migliore amico dell’uomo.
La rivista è gratuita ed è disponibile sia in formato cartaceo che pdf.
Ad aprile scorso Elide Ferrari di I Think Magazine mi ha fatto qualche domanda su Musica migrante. Dall’Africa all’Italia passando per il Mediterraneo.
In occasione della pubblicazione dell’album Ultraviolet Battle Hymns and True Confessions dei Dream Syndicate, ho fatto due chiacchiere con Steve Wynn, leader nonché cantante della storica formazione americana.
L’intervista, come al solito, è disponibile su Musicletter.it. Buona lettura.
Il 29 maggio scorso ho avuto il piacere di conoscere Sergio Enrico Maria Papes al Dog Pride Day 2022 di Montecatini Terme.
Proprio in quell’occasione ho scoperto che l’ex batterista e fondatore de I Giganti ha scritto un libro dal titolo «È per l’amore che si canta. Una vita da gigante».
Naturalmente gli ho chiesto subito un’intervista per Musicletter.it. Buona lettura.
Ieri, domenica 3 aprile 2022, Angélique Kidjo ha vinto il suo quinto Grammy Award.
Questa volta l’artista beninese – che nel 2019 ha impreziosito il mio libro Musica migrante con una bellissima prefazione – si è aggiudicata il Best Global Music Album per il disco Mother Nature del 2021.
Ho avuto il piacere di essere intervistato dalla redazione di Cinemonitor. Osservatorio Cinema e Media Entertainment, progetto che fa capo al Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma.
Questo è il link dell’intervista. Buona lettura.