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Libri di cucina: “Sapori della Maremma” di Sandra Lotti

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Vi sembrerà strano se non addirittura singolare che qualcuno, in maniera del tutto scanzonata, possa azzardarsi a recensire, all’interno di un blog d’informazione musicale e culturale, un tascabile dedicato alla gastronomia facendone, oltretutto, un oggetto di regalo natalizio. Acquistato qualche estate fa in una libreria del centro storico di Grosseto, Sapori della Maremma di Sandra Lotti, tratto dalla serie “I Mangiari”, è un libricino che nel giro di poco più di 60 pagine svela tutto lo splendore e la varietà di una cucina “povera” ma così infinitamente ricca di sapori, tanto forti quanto delicati. Una breve raccolta di pietanze davvero gustose frutto della sofferenza di una terra, la Maremma, che è stata segnata dalla malaria e dalla peste ma che nei secoli ha saputo rinascere grazie all’opera di bonifica iniziata dai Lorena d’Austria (graziose, inoltre, sono le illustrazioni d’epoca in bianco e nero che accompagnano le ricette). Potremmo, quindi, iniziare subito con un antipasto a base di Crostini dei butteri e una Frittatina di porri e basilico, continuare con un primo di Ravioli di castagne o di Briciolelli con brodo di fagioli, decidere, poi, di cucinare un secondo a base di Tonno e piselli oppure imbatterci nella preparazione della mitica Scottiglia (uno dei piatti più cucinati dagli etruschi) con un contorno di Funghi alla teglia o di Carciofi con aglio ed erbe, accompagnando il tutto con una bottiglia di Morellino di Scansano e coronando il pasto con la dolcezza del Castagnaccio di Saturnia. Un “altro percorso” lontano dalle solite tematiche culturali che leggiamo abitualmente sulle riviste che vogliono fregiarsi del termine assoluto di “cultura”. Il nostro auspicio è che qualcuno di voi possa cogliere l’occasione delle prossime festività natalizie per stupire i propri commensali con qualche prelibato piatto maremmano sostituendolo, una volta tanto, all’insipidezza dei “prodotti industriali” che ogni giorno ci vengono serviti da mense, fast food, bar, ristoranti vari e, spesso e volentieri, anche dalle nostre stesse amate famigliole. Insomma: considerato che ascoltiamo della buona musica, leggiamo dei bei libri e guardiamo dei film di un “certo livello” è arrivato il momento di imparare anche a cucinare qualcosa di tradizionale con le nostre manine, cercando di correggere le cattive abitudini alimentari e salvaguardando la salute. Prendete, dunque, una qualsiasi ricetta da questo “pocket book”, casomai la più curiosa o la più stuzzicante, e munitevi di zinale, di tegami, di ingredienti vari ma soprattutto di tanta ma tanta passione e… buon appetito. Della stessa collana, “I Mangiari”, sono consigliati anche Le Zuppe Toscane e Cucinare il pesce perché, cari rocker, anche la buona cucina è cultura. (Luca D’Ambrosio)

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