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Recensione: Gli Amanti – Strade e Santi (2014)

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Un gruppo che porta novità più che interessanti nella semplicità di un presente incerto: Gli Amanti, band composta da Domi Tinelli alla voce e alla chitarra assieme a Piero D’Aprile, Fabio Sanna alle tastiere e, dal 2013, Peppe Nisticò alla batteria. Iniziano a suonare a Milano nel 2011 e da allora si sono esibiti a fianco di molti altri artisti, come Il Pan Del Diavolo, L’Officina della Camomilla, Magellano e Green Like July. Il primo EP omonimo è stato accolto più che positivamente dalla critica, grazie ad atmosfere quotidianamente indie pop create con chitarra voce e tastiera, ma non solo. Parecchi tocchi di originalità e savoir-faire portano un nuovo slancio nello scenario indie rock cantautorale italiano. Sorgerebbe la curiosità di sentire qualche loro testo in inglese, ma Gli Amanti esprimono chiaramente le loro intenzioni: “Non cantiamo in inglese, amiamo in tutte le lingue”. Musicalmente competenti e di facile ascolto, rispecchiano le tendenze giovanili del momento, introducendo come elementi di novità diversi arrangiamenti. La traccia che dona il nome all’album Strade e Santi non è pienamente rappresentativa, spiccano invece i brani Come quando piove, melodicamente pop con un testo semplice ma genuino, nella quale sono introdotti magicamente i fiati e Sul fondo di un bicchiere, per la dolce semplicità di melodie e parole. Cane è una breve ma interessante parentesi indie folk che non stona. Il mio limite appare come una perfetta soundtrack sentimentale tramite versi e rime come “Ho rincorso speranze che non erano mie/ti ho scritto mille poesie/ma il mio limite/ ma il mio limite eri tu/ ho provato a scappare dal tuo atteggiamento/lontano da te nascosto nel vento/ho bucato il soffitto del tuo bilocale/in cerca di sogni da respirare/”. Voce e chitarra accompagnano fino alla fine con Non basterebbe un prato a colorarmi, degna conclusione, in un minuto, di un album nel complesso rilassante e per nulla pretenzioso, composto da 11 brani per 32 minuti. Additati come superficiali da alcuni, personalmente li ritengo ottimi per passare un tranquillo pomeriggio al parco ascoltando musica. I brani de Gli Amanti presentano diverse somiglianze con la famosa e molto amata band americana Beirut, evitando però la loro marcata vena malinconica. Forse il prossimo disco prenderà una direzione simile? Dal sito ufficiale possiamo leggere una loro dichiarazione : “Come se fossimo tornati da una lunga avventura tra il Mediterraneo, la metropoli, Parigi, Londra e il Quebec. Lì abbiamo incontrato gente e abbiamo vissuto le gioie, gli amori, le follie, ma anche la solitudine e gli addii. I baci sono diventati ricordi, le ferite cicatrici importanti e i desideri terre ancora da raggiungere. L’amore il mezzo di trasporto, i suoi protagonisti erranti viaggiatori. Tutto ciò diventa canzone, folk rock intenso e vibrante. Le cartoline e le foto smarrite in mare o in uno squallido bar, ma resta la musica.” Il loro percorso è appena iniziato, ma sicuramente ne risentiremo parlare presto. (Giulia Coin)



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