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Manoscritto inedito di Mozart scoperto alla BnF

Il 2 febbraio 2026 alla Bibliothèque nationale de France è stato scoperto un manoscritto inedito di Mozart risalente al 1778, durante il soggiorno a Parigi. Il documento contiene lezioni di composizione e brani per flauto e arpa destinati alla duchessa de Guînes. L’autenticazione è stata confermata ad aprile 2026 da Armin Brinzin, direttore della Bibliotheca Mozartiana del Mozarteum di Salisburgo.

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Alla Bibliothèque nationale de France (BnF) è stato identificato un manoscritto musicale attribuito a Mozart, risalente al suo soggiorno a Parigi nel 1778. La scoperta, emersa nel 2026, riguarda un quaderno di lezioni di composizione destinato a Marie-Louise-Philippine de Bonnières de Guînes. Il documento offre uno sguardo diretto sull’attività didattica del compositore in una fase centrale della sua carriera.


La scoperta alla BnF e l’identificazione del manoscritto

Il manoscritto è stato individuato il 2 febbraio 2026 all’interno del dipartimento musicale della BnF. Durante l’esame di un quaderno anonimo del XVIII secolo, François-Pierre Goy ha riconosciuto la grafia di Mozart. Successivamente, Laurence Decobert ha confermato l’attribuzione grazie alla sua conoscenza dei materiali autografi del compositore. Inoltre, l’autenticazione è stata validata nell’aprile 2026 da Armin Brinzing, direttore della Bibliotheca Mozartiana del Mozarteum di Salisburgo. Quindi, il documento è stato inserito tra le testimonianze considerate autentiche del periodo parigino del musicista.


Contenuto del quaderno e struttura musicale

Il manoscritto si presenta come un quaderno di 44 pagine. Include esercizi di composizione e sette brani per flauto e arpa. Inoltre, alcune parti risultano scritte dalla mano dell’allieva, mentre altre riflettono l’intervento diretto del maestro. La scrittura alternata suggerisce un lavoro condiviso tra insegnante e studente. I materiali utilizzano carta francese, elemento che rafforza la collocazione geografica del documento nel contesto parigino.


Lezioni a Parigi e rapporto con la duchessa de Guînes

Il documento viene collegato alle lezioni impartite da Mozart a Marie-Louise-Philippine de Bonnières de Guînes. Il padre, il Duc de Guînes, aveva commissionato anche il Concerto per flauto e arpa, KV 299, scritto nello stesso periodo. Inoltre, il manoscritto riflette un interesse didattico specifico: la composizione per strumenti a fiato e arpa. Tuttavia, le lezioni si interruppero quando la giovane si sposò il 26 luglio 1778. Quindi, il quaderno rappresenta una traccia diretta di un rapporto educativo breve ma documentato.


Un documento raro sul metodo didattico di Mozart

Il valore del manoscritto non riguarda solo le composizioni. Infatti, il documento mostra anche il metodo con cui Mozart affrontava l’insegnamento della composizione. Inoltre, alcune annotazioni si collegano a osservazioni già presenti in una lettera del 14 maggio 1778, dove il compositore discuteva il lavoro con la sua allieva. Il quaderno rimane incompleto. Le ultime pagine risultano bianche. Questo elemento suggerisce una possibile interruzione finale dell’attività didattica documentata.


Provenienza storica e conservazione alla BnF

Il manoscritto porta gli stessi timbri di altri materiali musicali francesi dello stesso periodo. Inoltre, è associato a documenti provenienti da confische avvenute nel 1794 presso la residenza del Duc de Guînes. Questi elementi hanno contribuito alla sua integrazione nelle collezioni della biblioteca nel 1795. Oggi il fondo musicale della BnF conserva una delle raccolte più rilevanti di autografi di Mozart, dopo quelle di Salisburgo e Berlino.


Valorizzazione contemporanea e prima esecuzione

Il manoscritto è stato riportato all’attenzione pubblica attraverso una registrazione realizzata alla Maison de la Radio et de la Musique. Inoltre, il 21 giugno è stata prevista una prima esecuzione pubblica nella Salle Ovale della BnF. I protagonisti sono Mathilde Caldérini e Nicolas Tulliez, entrambi musicisti dell’Orchestre Philharmonique de Radio France. Successivamente, estratti della registrazione sono stati diffusi da France Musique, mentre l’esecuzione completa è stata programmata nel palinsesto della stessa emittente.


Un tassello aggiuntivo sul Mozart parigino

La scoperta del manoscritto amplia la conoscenza del periodo parigino del compositore. Inoltre, rafforza il ruolo della BnF come centro di conservazione di materiali musicali di primo piano. Infine, il documento contribuisce a chiarire aspetti del rapporto tra insegnamento, produzione musicale e committenza nella Parigi del XVIII secolo, offrendo nuove informazioni sul lavoro quotidiano di Mozart durante il suo soggiorno del 1778. (La redazione)

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