Tornano i Jesus Franco and The Drogas: rock’n’roll transgender, quintessenza dell’american sound fatto di chitarre infuocate, sudore, sporcizia e una psichedelia oceanica e abrasiva. Di nuovo alla carica più cattivi che mai con questo Alien Peyote, che vira dal garage-punk B-movie inspired dei due dischi precedenti a un rock dal respiro più ampio, acido, a tratti cosmico, tanto posseduto dai fantasmi di Velvet Underground, Hendrix, Stooges, quanto debitore dell’hard rock futuristico di Helios Creed. Quattro anni di silenzio per digerire cambi di organico e nuovi assetti creativi, ora giunti a compimento in un nuovo set up a due chitarre – scompare il basso – capace di bordate psichedeliche che trasportano il suono in dimensioni altre finora inesplorate dalla band. Consapevolmente classici ma al tempo stesso personali, i nuovi Jesus Franco and The Drogas sono sospinti da una furia possente, emotiva prima ancora che sonora, che pervade una scrittura lucida e cristallina dove però trova sempre spazio il deragliamento. Brani smaliziati, che ostentano una maturità espressiva e una padronanza di mezzi da star navigate, che sanno perfettamente in quale fango affondare i piedi e lo fanno con naturalezza, tanto per ribadire che la classicità non è cliché, ma linguaggio universale. Sfrontati e irriverenti, trasportano l’ascoltatore nei loro abissi sonici e lo prendono a calci in culo, inneggiando alla rivolta, al rito liberatorio, alla sessualità, ma sempre con una sottile ironia di fondo. Live band per eccellenza, trascinata dall’istrionico Andrea Refi, frontman incontenibile, nonché dj, membro fondatore della label Bloody Sound Fucktory e noto poster artist sotto gli pseudonimi di Refo e Sonny Alabama. (Fonte: Bloody Sound Fucktory)
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