Piero Pelù conquista il 24° Premio Amnesty International Italia nella sezione Big grazie a S.O.S, canzone dedicata ai diritti umani e alla situazione nella Striscia di Gaza. Il riconoscimento sarà consegnato il 16 luglio durante il concerto di Rock in Roma, nell'ambito della manifestazione legata a Voci per la Libertà.
Piero Pelù (press photo)
Il 24° Premio Amnesty International Italia nella sezione Big è stato assegnato a Piero Pelù per S.O.S, brano pubblicato nel 2025 e dedicato ai temi dei diritti umani. Il riconoscimento, promosso da Amnesty International Italia insieme all’associazione Voci per la Libertà, premia ogni anno la migliore canzone realizzata da un artista affermato della musica italiana su questioni legate alla tutela della persona e delle libertà fondamentali. L’iniziativa punta a valorizzare il ruolo della musica come strumento di riflessione e sensibilizzazione su temi sociali e umanitari.
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S.O.S è stata scritta e registrata da Piero Pelù nell’ottobre 2025. L’artista ha realizzato il brano in tempi rapidi con l’intento di richiamare l’attenzione sulla situazione nel Territorio palestinese occupato e sulle conseguenze del conflitto per la popolazione civile della Striscia di Gaza. Secondo Amnesty International Italia, la canzone affronta il tema della guerra attraverso uno sguardo rivolto al presente e richiama la necessità di non ignorare la sofferenza delle persone coinvolte. Inoltre, il brano propone una riflessione sul diritto alla pace e sulla costruzione di un futuro libero dall’odio.
Nel raccontare la nascita di S.O.S, Pelù ha spiegato di aver voluto affrontare il tema dei conflitti e delle crisi umanitarie in corso nel mondo, con particolare attenzione alla situazione palestinese. Il musicista ha anche ricordato il lavoro svolto dalle organizzazioni umanitarie impegnate nelle aree di guerra, citando in particolare Medici Senza Frontiere e la Global Sumud Flotilla. Per questo motivo ha scelto di rendere il brano scaricabile gratuitamente dal proprio sito, rinunciando alla pubblicazione sulle principali piattaforme di streaming.
Il premio si inserisce nel programma della 29ª edizione di Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty, festival che unisce musica, arte e diritti umani e che si svolgerà a Rovigo dal 24 al 26 luglio 2026. Tuttavia, la consegna del riconoscimento seguirà un percorso diverso rispetto alla tradizione. A causa della concomitanza con il tour estivo dei Litfiba, infatti, Piero Pelù riceverà il premio il 16 luglio durante il concerto di Rock in Roma. Dopo aver appreso la notizia della vittoria, il cantante ha ringraziato Amnesty International Italia per il lavoro svolto nella difesa dei diritti umani. Inoltre, ha sottolineato l’importanza dell’impegno collettivo per promuovere i valori della pace in una fase storica che considera particolarmente complessa.
La selezione finale comprendeva artisti provenienti da generazioni e percorsi musicali differenti. Accanto a Piero Pelù erano candidati le Bambole di Pezza con Senza permesso, i Baustelle con Canzone verde, amore tossico, Diodato con Non ci credo più, Ginevra con Femina, Ibla con Rituale, Fiorella Mannoia con Eroi, Murubutu con Minuscola, La Niña con Figlia d’ ’a tempesta e Willie Peyote con Grazie ma no grazie. Le opere in concorso affrontavano argomenti diversi, dalla crisi ambientale alla condizione femminile, passando per solidarietà, migrazioni e resistenza civile.
L’assegnazione del Premio Amnesty International Italia è affidata a una giuria composta da giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, intellettuali, linguisti e rappresentanti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà. L’obiettivo è individuare i brani capaci di affrontare con efficacia temi legati ai diritti umani, valorizzando al tempo stesso la qualità artistica e il contenuto dei testi.
Nel corso degli anni il riconoscimento è stato assegnato a numerosi protagonisti della musica italiana. Tra i vincitori figurano Daniele Silvestri con Il mio nemico (2003), Ivano Fossati con Pane e coraggio (2004), Paola Turci con Rwanda (2006), Samuele Bersani con Occhiali Rotti (2007), Carmen Consoli con Mio zio (2010) e successivamente con L’uomo nero (2022), Niccolò Fabi con Io sono l’altro (2020), i Negramaro con Dalle mie parti (2021), Manuel Agnelli con Severodonetsk (2023), Diodato con La mia terra (2024) e Dargen D’Amico con Onda alta (2025). Con la vittoria di S.O.S, Piero Pelù entra così in un elenco che, da oltre vent’anni, raccoglie alcune delle canzoni italiane più significative dedicate ai diritti umani e all’impegno civile. (La redazione)
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