La playlist di luglio: funk rovente, neo soul e groove da colonna sonora dell’estate

Funk, neo soul, R&B, jazz, boogie ed elettronica: la playlist di luglio curata da Adaja Inira raccoglie otto brani tra groove raffinati, atmosfere cinematografiche e ritmi caldi. Da J. Dynamite a Nao Yoshioka, passando per Ed Motta, Lanu, Us3 e The Sinseers, una selezione pensata per dare ritmo all’estate.

La playlist di luglio curata da Adaja Inira attraversa funk, neo soul, R&B, jazz, boogie ed elettronica con una selezione pensata per accompagnare l’estate senza seguire le mode del momento. Otto brani tra groove raffinati, atmosfere cinematografiche e ritmi caldi, perfetti per il viaggio, il tramonto o una notte da vivere a volume alto. (La redazione)

J. DYNAMITE – Re-education

Per vent’anni Jeff Silverman, alias J. Dynamite, ha fatto il burattinaio del soul moderno mentre altri si prendevano gli applausi; ha co-fondato l’etichetta Soul Fire Records, poi Truth & Soul records, ha co-prodotto l’album di Aloe Blacc che conteneva la hit I Need A Dollar, ha composto musica per svariati videogiochi della Rockstar Games, e molto altro ancora. Con il singolo Re-Education decide finalmente di uscire dal backstage, con un brano che parte con un’esca da jazz lounge fumosa e trenta secondi dopo esplode con un groove tra library music, latin funk e flauti che sembrano aver rubato la scena a un noir francese restaurato in 4K. Da intrigo sul bagnasciuga. (Adaja Inira)


NAO YOSHIOKA – Changes feat. Devin Morrison

Con ChangesNao Yoshioka continua a fare quello che le riesce meglio: trasformare la parola “cambiamento” in qualcosa di molto più convincente di un post motivazionale su LinkedIn. Sul groove vellutato e sospeso firmato Devin Morrison, ormai sacerdote riconosciuto del genere che lui stesso ha definito dream soul, la voce di Yoshioka si muove con una grazia quasi zen, senza mai cercare l’effetto speciale. È r&b sofisticato che scorre con naturalezza, come quelle serie giapponesi che nessuno guarda quando escono ma sei mesi dopo diventano improvvisamente il nuovo metro di paragone per chiunque voglia sembrare un po’ più interessante. (Adaja Inira)


ED MOTTA – Eu Quero Ser Feliz

In un 2026 in cui tutti sembrano inseguire l’algoritmo come fosse l’ultimo biglietto per il Primavera Sound, il leggendario musicista brasiliano Ed Motta torna alle origini con il brano cantato in portoghese Eu Quero Ser Feliz, tra ispirazioni boogie-funk, electro e R&B di fine anni Settanta e inizio Ottanta. Spensierato il giusto per la stagione in cui la preoccupazione maggiore dovrebbe essere se sia meglio comprare una nuova protezione solare o se la crema dell’anno scorso possa ancora andare, il nuovo singolo celebra la felicità con una classe che oggi è più rara di un’estate senza ondate di calore. (Adaja Inira)


LANU – Fly Away feat. Melanie Pain

Con Fly AwayLanu, che altri non e’ che lo stakanovista di base a Melbourne Lance Ferguson (The Bamboos / Rare Groove Spectrum / Menagerie), rispolvera il fascino dell’exotica senza trasformarla nell’ennesimo esercizio di nostalgia. Su un paesaggio sonoro caldo e cinematografico, sospeso tra ritmi morbidi, suggestioni tropicali e un’eleganza vintage che non sa di naftalina, Melanie Pain illumina il tutto con una voce lieve e irresistibilmente francese. È una cartolina da un’estate immaginaria in cui Nouvelle Vague incontra The White Lotus, e per tre minuti riesci quasi a dimenticare che il feed del telefono ti sta aspettando. Certo, e’ uscita in origine 10 anni fa, ma solo ora il disco su cui appare viene stampato in vinile, e comunque li porta benissimo. (Adaja Inira)


FREEDUST – Home feat. Ni’elle

Mentre l’estate 2026 trasforma ogni terrazza in un set fotografico improvvisato e ogni feed in una gara a chi ostenta il tramonto più d’effetto, Home del produttore italiano Freedust feat. Ni’elle sceglie la via opposta: rallenta, abbassa le luci e ricorda che il lusso vero è sparire dalle notifiche per qualche minuto. Il groove è morbido, elegante, con la voce di Ni’elle che scivola sulle produzioni downtempo come una brezza serale dopo l’ennesima giornata torrida. Ha quell’aria sofisticata che mette d’accordo chi ha archiviato il FOMO insieme ai festival pieni di influencer e preferisce un cocktail bevuto bene a una storia pubblicata male. (Adaja Inira)


Us3 – I Like To Party feat. MC Akil Dasan

In un’estate in cui la parola ‘contaminazione’ viene usata più di ‘spritz’, gli Us3 dimostrano che c’è una differenza sostanziale tra seguire una tendenza e saperla trasformare in linguaggio. Nel nuovo singolo e video I Like To Party, convivono con eleganza Afrobeat, Amapiano, jazz e hip hop, mischiate con quella sicurezza di chi le contaminazioni le ha sempre anticipate, senza rincorrere i trend. Il risultato è un brano caldo, suonato, irresistibile, con il rap di MC Akil Dasan che gli dona un’energia che sa di block party newyorkese, perfetto per chi preferisce avere lo spazio vitale per ballare piuttosto che collezionare braccialetti da festival delle sardine. (Adaja Inira)


PAUL STONE – Brother

Con il caldo record del 2026 che rende tutto più estremo — dalle notti ai pensieri — il singolo Brother degli inglesi Paul Stone & The Basement Collective arriva come una pausa necessaria, lontana dal rumore di fondo. Ispirato da una vera storia di amicizia, malattia e resilienza, il brano evita il sentimentalismo facile e sceglie una sincerità rara, tra soul, pop, jazz e cantautorato adult contemporary. In una stagione in cui tutti sembrano voler dire qualcosa di memorabile, Stone si limita a ricordare la cosa più difficile: chiedere aiuto è lecito e restare accanto a qualcuno a cui si vuole bene è dovere. (Adaja Inira)


THE SINSEERS – How Lonely Is Lonely

Di base a Los Angeles, il gruppo The Sinseers mescola Chicano soul, yacht rock e doo-wop ad influenze reggae e rocksteady giamaicane. Con How Lonely Is Lonely consegnano un piccolo antidoto al rumore di una stagione che sembra vivere solo di beach club, reel tutti uguali e nostalgia confezionata in formato algoritmo. Loro invece rallentano il battito e ricordano che il cuore spezzato, se raccontato bene, non passa mai di moda. Il brano si apre con un rullante discreto, un luccichio di tastiere e una tromba ovattata che illumina delicatamente come il sole basso delle sette di sera. E forse la vera nostalgia è quella di chi invece che essere al mare si ritrova ancora in città a fine luglio. (Adaja Inira)


Buon ascolto

Una selezione che attraversa l’estate senza fermarsi a un solo genere o a una precisa idea di stagione. Dai groove più caldi alle atmosfere soul e jazz, passando per ritmi tropicali, contaminazioni elettroniche e momenti più intimi, la playlist curata da Adaja Inira invita a lasciarsi guidare dalla musica, seguendo il ritmo delle giornate e delle notti di luglio. Buon ascolto. (La redazione)

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