Bruno Martino è stato un pianista, compositore e cantante italiano. Dal jazz agli anni del successo, ha scritto brani come Estate, diventata uno standard internazionale. La sua carriera comprende collaborazioni, televisione, radio e numerosi album, fino alla morte avvenuta a Roma nel 2000.
Bruno Martino (disegno)
Bruno Martino è stato un cantante, compositore e pianista italiano. Nato a Roma l’11 novembre 1925, ha costruito una carriera tra jazz, canzone d’autore e televisione. Il suo periodo di maggiore popolarità si colloca tra gli anni Cinquanta e i primi anni Settanta. La sua musica ha però superato i confini italiani. In particolare, Estate ha trovato una nuova dimensione grazie alla versione bossa nova realizzata da João Gilberto. Il brano è così entrato nel repertorio di numerosi jazzisti internazionali.
Bruno Martino iniziò a suonare il pianoforte jazz nel 1940. Aveva quindici anni e, in quel periodo, si esibiva di nascosto in un’orchestrina jazz studentesca. Quattro anni più tardi entrò in Rai come pianista dell’Orchestra 013 di Piero Piccioni. L’esperienza contribuì alla sua formazione musicale e lo mise in contatto con un ambiente professionale di rilievo. Negli anni successivi, Martino ottenne importanti consensi anche all’estero. In particolare, si fece conoscere nel Nord Europa. Qui sviluppò un linguaggio personale, capace di unire jazz, canzone napoletana e composizioni originali.
Nel 1958 Bruno Martino tornò in Italia. In questa fase iniziò a comporre canzoni per interpreti come Caterina Valente, Renato Rascel e Wilma De Angelis. Nello stesso periodo formò il Quintetto Bruno Martino. Il gruppo comprendeva Ole Jorgensen alla batteria, Carlo Pes alla chitarra, Luciano Ventura al contrabbasso e Bruno Brighetti alle trombe, al vibrafono, al trombone e alla fisarmonica. La carriera di Martino cambiò anche grazie a una circostanza casuale. La sostituzione del cantante della sua orchestra lo portò infatti a esibirsi come interprete. Da quel momento, il pianista affiancò il canto alla sua attività musicale.
Il primo successo di Bruno Martino come interprete fu Kiss me kiss me. Il brano venne presentato nel programma televisivo Ritmi d’oggi, diretto da Enzo Trapani. In seguito arrivarono numerose canzoni. Tra queste figurano Nel duemila, Estate, E la chiamano estate, Jessica, Forse e Sono stanco. Il repertorio comprende anche Sabato sera, Che sarà di noi, Prova a darmi un bacio, Quando un giorno, Cos’hai trovato in lui, Baciami per domani e Ma tu chi sei. Accanto ai brani più conosciuti, Martino scrisse anche diverse canzoni rimaste meno note al grande pubblico.
Tra le composizioni di Bruno Martino, Estate ha avuto la maggiore diffusione internazionale. Il brano raggiunse una nuova notorietà grazie a João Gilberto, cantante e chitarrista brasiliano. Gilberto scoprì la canzone durante una tournée in Italia. In seguito la rielaborò in chiave bossa nova e contribuì a trasformarla in uno standard del repertorio jazz. Nel tempo, numerosi musicisti hanno interpretato Estate. Tra le versioni più note figurano quelle di Chet Baker, Michel Petrucciani e Shirley Horn. In Italia, invece, il brano trovò inizialmente una delle sue principali interpretazioni nella versione di Jimmy Fontana. Successivamente, molti altri artisti hanno inserito la canzone nel proprio repertorio. La storia di Estate mostra come una composizione italiana possa trovare una nuova vita attraverso interpretazioni e riletture internazionali.
Nel 1961 Bruno Martino partecipò al Festival di Sanremo. Presentò A.A.A. Adorabile cercasi insieme a Jula de Palma. Il brano, tuttavia, non riuscì ad accedere alla serata finale della manifestazione.
L’attività di Bruno Martino proseguì anche attraverso la televisione. Nell’agosto e nel settembre 1977 condusse sulla Rete 2 il programma Ottantotto tasti e una voce insieme al pianista Enrico Simonetti. La trasmissione, articolata in quattro puntate, ebbe la regia di Gian Maria Tabarelli. Le sigle furono Pomeriggio d’agosto e Una calda serata d’estate, con arrangiamenti di Victor Bach. Nel 1991 Martino partecipò inoltre a numerose puntate del programma radiofonico Radio anch’io, trasmesso anche in televisione. Durante le sue apparizioni eseguiva al pianoforte sia composizioni proprie sia brani di altri autori.
Nel giugno 1993 Bruno Martino partecipò alla trasmissione Noi maggiorenni, condotta da Gianni Minà. In quell’occasione si esibì al pianoforte e ricordò pubblicamente il ruolo avuto da Piero Piccioni e Armando Trovajoli nella sua formazione musicale. Pochi mesi dopo, tra il 9 e il 28 novembre, si esibì al Teatro Flaiano di Roma. La serie comprendeva venti concerti al pianoforte insieme a Umberto Bindi. Anche nella fase finale della carriera, il pianoforte rimase al centro della sua attività artistica.
Bruno Martino ebbe due figli, Walter e Gloria, dalla prima moglie Anna Innocenzi. Walter Martino seguì a sua volta la strada della musica.
Fu infatti batterista e compositore. Inoltre, entrò a far parte dei Goblin, gruppo coinvolto nella realizzazione, insieme a Giorgio Gaslini, della colonna sonora del film Profondo Rosso di Dario Argento. La seconda moglie di Bruno Martino, Fiorelisa Calcagno, scrisse i testi di numerosi suoi brani.
Tra le amicizie più significative di Bruno Martino ci fu quella con il giornalista sportivo e critico musicale Sandro Ciotti. I due collaborarono alla realizzazione di alcuni brani. Martino compose inoltre la colonna sonora del film documentario Il profeta del gol, dedicato alla carriera del calciatore Johan Cruijff. Questa esperienza testimonia la varietà degli ambiti nei quali Martino ha lavorato. La sua attività non si limitò infatti alla canzone e al jazz, ma comprese anche musica per programmi televisivi e produzioni legate al cinema.
Nel corso della sua carriera, Bruno Martino pubblicò numerosi album. La discografia comprende:
La discografia attraversa così diversi periodi della sua attività. I titoli pubblicati mostrano una produzione distribuita lungo quasi tre decenni.
Malato da tempo, Bruno Martino morì il 12 giugno 2000 a Roma. Aveva 74 anni. La causa della morte fu un attacco cardiaco. Il musicista è sepolto nel Cimitero del Verano di Roma. La sua vicenda artistica resta legata soprattutto alla capacità di unire pianoforte, jazz e canzone. Al centro di questa eredità c’è Estate, una composizione che, dopo il successo italiano, ha raggiunto il repertorio jazz internazionale attraverso le interpretazioni di numerosi musicisti. (La redazione)
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