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Ecco chi sono gli inglesi The Struts che apriranno a Lucca il concerto della più grande rock and roll band della storia: The Rolling Stones | Concerti | Video

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Sarà il giovane quartetto inglese The Struts ad aprire domani 23 settembre a Lucca il concerto dei Rolling Stones, icone del rock da ben 55 anni.

Chi siano gli Stones oramai lo sanno anche i miei cuginetti che ascoltano gruppi tipo i Negramaro.

Ciò che sicuramente non sanno, così come del resto non sa il sottoscritto, è come facciano ancora Mick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts e Ronnie Wood a zompettare sui palchi di tutto il mondo all’età di settant’anni, come se la loro carriera fosse iniziata appena da qualche anno.

Quasi quasi mi verrebbe da chiedere loro di fare una telefonata di conforto ai miei genitori, che hanno più o meno la stessa età e che invece se ne stanno chiusi in casa a guardare la tele per via di qualche acciacco. Mah… (Pensandoci bene però forse il segreto c’è, o almeno ho un’idea, ma non posso dirvela in questa sede.)

A ogni modo, telefonata o meno, ma soprattutto al di là di ogni pleonastica nozione sulla storica band di Londra, andiamo a vedere chi sono gli Struts.

La giovane formazione glam rock/hard rock nasce a Derby, Derbyshire, nel 2014 dall’incontro del cantante Luke Spiller, il chiarrista Adam Slack, il bassista Jamie Binns e il batterista Rafe Thomas, gli ultimi due poi sono stati sostituiti rispettivamente da Jed Elliott e Gethin Davies.

Sono partiti ispirandosi agli Oasis e ai Libertines ma poi hanno scoperto gruppi come Aerosmith e New York Dolls, fino a guadagnarsi la stima dei Mötley Crüe e soprattutto dei Rolling Stones, che li hanno voluti come band di supporto a Parigi ancor prima di realizzare il loro album di debutto Everybody Wants (2014).

“Ogni volta che andiamo in studio vogliamo semplicemente riprodurre ciò che siamo sul palco, qualcosa di grande, divertente, schietto, rock and roll”, dice Spiller, il leader della band inglese.

Non male come affermazione. Lo spirito degli Struts sembra essere lo stesso dei Rolling Stones, ma – a voler essere sincero – molto meno la loro musica.

Ora però tocca vedere cosa resterà tra cinquant’anni di questi quattro mocciosi che, ancora una volta, avranno l’onore di aprire un concerto di una della più grandi formazione della storia del rock. (Johnny Vinile)

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