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I palermitani Homunculus Res con il nuovo album “Andiamo in giro di notte e ci consumiamo nel fuoco”

La discografia dei palermitani Homunculus Res ha una forte componente simbolica, filosofica e psicologica.

Il progetto Homunculus Res nasce nel 2010 dall’unione d’intenti tra Dario D’Alessandro – autore di musica, testi e illustrazioni – e i fratelli Di Giovanni, con la precisa volontà di giocare con tempi spezzati e arrangiamenti obliqui, traendo ispirazione dal cosiddetto suono di Canterbury, il movimento Rock in Opposition e il pop psichedelico barocco, per arrivare a una forma di jazz-rock melodico, leggero e ironico.

Fondamentale, nella crescita artistica del gruppo, è stato l’apporto al mix e alla co-produzione di Paolo Botta, tastierista dei Not a Good Sign.

L’esordio della band è del 2013 e si intitola Limiti all’eguaglianza della Parte con il Tutto.

Dal secondo album Come si diventa ciò che si era (2015) la band ha inoltre cominciato a collaborare con una vasta schiera di musicisti prog-rock, tra cui David Newhouse (Muffins), Aldo De Scalzi (Picchio dal Pozzo), Steve Kretzmer (Rascal Reporters), Regal Worm, i francesi Alco Frisbass, Wyatt Moss-Wellington, Lorenzo e Tommaso Leddi (Stormy Six, Mamma non piangere), Rocco Lomonaco (Breznev Fun Club), Luciano Margorani (LA1919) e Petter Herbertsson (Testbild!).

La discografia dei palermitani Homunculus Res ha una forte componente simbolica, filosofica e psicologica: il primo è stato dedicato al connubio terra/morte, il secondo ad acqua/malattia, il terzo ad aria/sogno e il quarto, questo nuovo capitolo pubblicato da AMS Records, a fuoco/consumismo. Essi descrivono nascita, crescita, sviluppo, vizi e paure dell’homunculus: caricatura dell’uomo.

Andiamo in giro di notte e ci consumiamo nel fuoco, pubblicato il 23 luglio 2020, è il nuovo lavoro discografico degli Homunculus Res.

Il titolo deriva da un indovinello palindromo di un anonimo medievale ripreso dal regista e scrittore francese Guy Debord per descrivere metaforicamente la società dei consumi in cui siamo immersi oggi, in una forma esasperata e sempre più legata all’immagine.

La musica del disco è più essenziale e diretta che in precedenza, e in tutti i brani ci sono riferimenti più o meno espliciti a fuoco, luce, calore, elettricità, nonché numerose metafore, messaggi subliminali, presenze mistiche e oscure, e molti altri dettagli che rendono questo lavoro stratificato e complesso.

Andiamo in giro di notte e ci consumiamo nel fuoco è quindi un ulteriore passo in avanti di una band più unica che rara nell’intero panorama del rock progressivo internazionale. Buon ascolto. (La redazione)

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