Sanremo: festival della canzone italiana o circo mediatico?

Ogni anno il Festival di Sanremo continua a registrare ascolti record per la Rai, confermandosi come evento televisivo centrale del palinsesto. Tra varietà, ospiti e grande successo di pubblico, emerge però una critica sempre più evidente: la musica rischia di diventare un elemento secondario rispetto allo spettacolo, allontanando il Festival dalla sua missione originaria. Sarà così anche quest'anno?

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Il Festival di Sanremo rappresenta da anni per la Rai una settimana centrale dal punto di vista televisivo: musica, ospiti, momenti di varietà e soprattutto record di ascolti. La tv pubblica ha investito molto su questa manifestazione, sostenendola con una promozione costante e capillare. Il pubblico, nella maggior parte dei casi, ha risposto confermando il successo dell’evento, ormai diventato una tradizione consolidata del panorama televisivo italiano.


Ascolti record e centralità televisiva

Negli ultimi decenni la Rai ha puntato fortemente su Sanremo, trasformandolo nel principale appuntamento dell’anno. Il lavoro del conduttore e direttore artistico, affiancato da co-conduttori e ospiti italiani e internazionali, ha dato vita a uno spettacolo ampio, capace di unire intrattenimento, varietà e cultura pop. Il risultato è evidente: ascolti elevatissimi e una presenza costante del Festival nel dibattito mediatico, ben oltre la settimana di messa in onda.


Tra luci e ombre

Sanremo ogni anno conferma una doppia anima. Da un lato, il successo di pubblico e alcuni momenti di valore, tra esibizioni riuscite e la combinazione tra la simpatia di Fiorello e la professionalità di Amadeus. Dall’altro, la sensazione che la musica sia spesso relegata a semplice contorno, funzionale a uno spettacolo che assomiglia sempre più a un varietà televisivo. Il Festival sembra così allontanarsi dalla sua missione originaria, quella di promuovere e valorizzare la musica italiana destinata a durare nel tempo. Sarà così anche quest’anno?


La musica, per favore!

La richiesta è chiara: ridare centralità alla musica. Meno scenette da avanspettacolo e più spazio a contenuti capaci di emozionare, far riflettere e creare dibattito. L’auspicio è quello di un Festival che torni a essere un trampolino per nuovi talenti autentici, privi di stereotipi e con un percorso artistico solido, capace di restituire al pubblico la ricchezza della musica italiana.


Conclusione: rimettere la musica al centro

Sanremo continua a funzionare come grande evento televisivo, ma resta aperta una domanda fondamentale: è davvero questo ciò che vogliamo dalla musica italiana? Ripetiamo: sarà così anche quest’anno? Se sì, forse è arrivato il momento di ripensare il Festival, restituendogli un’identità più coerente con la sua storia. In caso contrario, sarebbe più onesto riconoscerne la trasformazione in uno spettacolo televisivo diverso, dove la musica non è più protagonista ma semplice accompagnamento. (La redazione)

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