Tra gli anni Settanta e Ottanta, i Japan hanno sviluppato un linguaggio musicale raffinato, fondendo elettronica, art rock e influenze internazionali. Il gruppo ha attraversato cambiamenti stilistici e personali, raggiungendo il successo poco prima dello scioglimento e lasciando un’impronta duratura nella scena new wave.
Japan (ph. Fin Costello - Getty)
Formazione inglese new wave nata nel 1974 a Catford, nel sud di Londra, i Japan nascono dall’incontro di David Sylvian, Steve Jansen e Mick Karn, ai quali si unirono successivamente Richard Barbieri e Rob Dean. Nel corso degli anni, la band ha sviluppato un’identità musicale originale, passando da influenze glam rock a un linguaggio più vicino all’art rock e alla musica elettronica. Il loro percorso artistico è stato caratterizzato da continui cambiamenti stilistici, da un crescente successo internazionale e da una breve durata, nonostante risultati commerciali significativi.
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La nascita del gruppo risale ai primi anni Settanta, quando i membri fondatori erano ancora studenti nella stessa scuola londinese. Inizialmente, il progetto musicale nacque come un’attività tra amici, utile per esprimersi e allontanarsi dalla quotidianità. David Sylvian divenne cantante principale nel 1974, dopo una prima fase in cui Mick Karn ricopriva quel ruolo.
Il nome del gruppo fu scelto in modo provvisorio, ma restò definitivo. In seguito, con l’arrivo di Richard Barbieri e Rob Dean, la formazione completò il proprio organico e firmò un contratto manageriale nel 1976. Poco dopo, la band ottenne un accordo discografico, iniziando le prime registrazioni e i primi tour di supporto ad altri artisti.
Nel 1978 uscirono il primo singolo e l’album Adolescent Sex, che tuttavia non ebbero un grande impatto nel Regno Unito. Il pubblico britannico reagì con scarso interesse e critiche negative, mentre in Giappone il gruppo sviluppò un seguito significativo già prima della pubblicazione ufficiale dei dischi. Anche il secondo album Obscure Alternatives mostrò progressi musicali, ma non ottenne successo commerciale.
Il cambiamento più evidente avvenne alla fine degli anni Settanta, quando la band iniziò a integrare elementi elettronici e sperimentali. Il singolo Life in Tokyo rappresentò una svolta stilistica, allontanando il gruppo dal glam rock e avvicinandolo alla new wave elettronica.
Questa trasformazione proseguì con l’album Quiet Life, nel quale sintetizzatori, basso fretless e arrangiamenti più complessi definirono un’identità sonora distintiva. Nonostante l’attenzione limitata in patria, il disco ebbe successo in Giappone e in altre aree internazionali, contribuendo a consolidare la reputazione del gruppo.
Successivamente, con il passaggio a una nuova etichetta discografica, furono pubblicati Gentlemen Take Polaroids e Tin Drum, opere che ampliarono il pubblico e raffinarono il linguaggio musicale. Il gruppo venne associato al movimento New Romantic, anche se l’uso di trucco e stile androgino precedeva questa tendenza.
Il singolo Ghosts raggiunse le prime posizioni delle classifiche britanniche e rappresentò il maggiore successo nazionale. L’album Tin Drum è spesso considerato uno dei lavori più innovativi degli anni Ottanta, grazie alla fusione di sonorità occidentali e orientali, oltre a ottenere importanti certificazioni.
Nonostante il crescente successo, tensioni personali e divergenze creative portarono allo scioglimento della band nel 1982. Il tour finale fu accompagnato dalla pubblicazione del live Oil on Canvas, che raggiunse ottimi risultati in classifica. In totale, il gruppo ottenne nove singoli nella top 40 britannica e sei album certificati oro nel Regno Unito.
Dopo la separazione, i membri intrapresero carriere individuali. David Sylvian collaborò con musicisti internazionali e pubblicò album solisti di rilievo. Mick Karn lavorò come session musician, mentre Steve Jansen e Richard Barbieri parteciparono a diversi progetti.
Nel 1989 alcuni componenti si riunirono sotto il nome Rain Tree Crow, pubblicando l’album Rain Tree Crow nel 1991. Anche questa esperienza ebbe una durata limitata a causa di nuove divergenze creative.
Negli anni successivi, i membri continuarono a collaborare in vari progetti. Richard Barbieri divenne tastierista dei Porcupine Tree, mentre altri continuarono in ambito sperimentale e strumentale. Mick Karn morì nel 2011, molti anni dopo la breve reunion del gruppo.
Il percorso artistico dei Japan dimostra come una band possa evolversi rapidamente e influenzare diversi ambiti della musica contemporanea. La loro capacità di integrare elettronica, art rock e influenze internazionali ha contribuito a definire una nuova estetica sonora negli anni Ottanta, nonostante una carriera relativamente breve.
Il successo tardivo e la costante ricerca stilistica hanno reso il gruppo una realtà significativa della scena new wave. Inoltre, le attività individuali dei membri hanno proseguito l’eredità musicale della band, confermando l’importanza del progetto anche dopo lo scioglimento. (La redazione)
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