Il disco in evidenza: Is This All There Is?, 2026, Anna Calvi

Anna Calvi presenta Is This All There Is?, EP con Laurie Anderson, Iggy Pop e Matt Berninger. Un progetto che unisce musica e narrazione per riflettere su identità, intimità e trasformazione personale attraverso una struttura sonora cinematografica e collaborativa.

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Anna Calvi torna con un nuovo progetto discografico che segna un passaggio importante nel suo percorso artistico. Il nuovo EP Is This All There Is? riunisce collaborazioni di rilievo e propone una riflessione intensa sull’identità, sull’intimità e sul senso dell’esistenza contemporanea. Allo stesso tempo, il lavoro si inserisce in una visione più ampia, pensata come parte di una trilogia che prende forma a partire da un cambiamento personale significativo nella vita dell’artista.

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Un EP corale tra voci e identità artistiche

Il nuovo EP di Anna Calvi si distingue per la presenza di collaborazioni con figure come Laurie Anderson, Iggy Pop, Perfume Genius e Matt Berninger. Questi artisti contribuiscono a creare un lavoro corale, in cui ogni voce assume un ruolo preciso all’interno della narrazione sonora.

In particolare, la titletrack Is This All There Is? rappresenta uno dei momenti centrali del progetto. La collaborazione con Matt Berninger dà vita a un dialogo vocale in cui le due interpretazioni si intrecciano, alternandosi e sovrapponendosi con naturalezza. Il risultato è una composizione intensa, che mette in evidenza la capacità espressiva e il controllo vocale di Calvi.

Inoltre, la scelta dei collaboratori riflette una visione condivisa: tutti gli artisti coinvolti mostrano un approccio autentico e diretto, orientato a esprimere la propria identità senza compromessi. Questo elemento contribuisce a rendere l’EP coerente e riconoscibile.


Il significato del brano Is This All There Is?

Il brano Is This All There Is? nasce originariamente per il film The Souvenir Part II di Joanna Hogg, ma non era stato pubblicato fino ad ora. Successivamente, Anna Calvi ha deciso di rielaborarlo coinvolgendo Matt Berninger, dando così nuova forma alla composizione.

Il pezzo affronta un tema centrale: il coraggio di sperare e di porsi domande, anche quando non esistono risposte definitive. Questa tensione tra ricerca e incertezza attraversa l’intero brano, che si configura come una riflessione sull’esperienza umana e sulla necessità di continuare a interrogarsi.

Inoltre, il timbro vocale di Berninger aggiunge profondità al brano. La sua voce introduce una dimensione quasi arcaica, che si combina con l’intensità interpretativa di Calvi. Ne emerge un equilibrio tra distanza e vicinanza, che rafforza il carattere intimo della composizione.


Un progetto più ampio tra musica, cinema e trasformazione personale

Is This All There Is? rappresenta il primo capitolo di una trilogia che esplora l’identità come processo di trasformazione, influenzato in particolare dall’esperienza dell’innamoramento. Questa prospettiva nasce da un cambiamento personale vissuto da Anna Calvi, che ha influenzato il suo modo di osservare il mondo e di creare musica.

All’interno dell’EP, le canzoni si sviluppano come un racconto cinematografico. Il lavoro si presenta infatti come una sequenza narrativa composta da quattro brani, in cui le voci degli artisti coinvolti diventano veri e propri personaggi.

Questo approccio si collega anche alle esperienze recenti di Calvi nel campo delle colonne sonore, in particolare per la serie Peaky Blinders, e alla composizione di un’opera realizzata con Robert Wilson. Di conseguenza, l’EP assume una dimensione visiva oltre che musicale, mantenendo una struttura coerente e immersiva.

Parallelamente, l’artista è impegnata in nuove esibizioni dal vivo, tra cui la partecipazione al Green Man festival e ad alcuni eventi speciali, come il tributo al Barbican dedicato a Marianne Faithfull, insieme ad altri artisti.


Un lavoro tra ricerca e narrazione

Con Is This All There Is?, Anna Calvi propone un progetto articolato che unisce collaborazioni significative e una forte coerenza tematica. L’EP si distingue per la sua dimensione narrativa e per l’attenzione alle domande esistenziali, sviluppate attraverso un linguaggio musicale essenziale ma incisivo.

In conclusione, questo lavoro segna l’inizio di un percorso più ampio, in cui la musica diventa uno spazio di riflessione sull’identità e sulle relazioni. Allo stesso tempo, la presenza di artisti diversi contribuisce a costruire un racconto condiviso, mantenendo una forte unità espressiva. (La redazione)

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