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L’atlante delle stragi nazifasciste in Italia: le tabelle con i dati

Atlante delle stragi nazifasciste in Italia è una banca dati georeferenziata che raccoglie episodi di violenza e uccisioni avvenute tra luglio 1943 e maggio 1945, con archivi multimediali, studi e dati storici su vittime, luoghi e dinamiche della guerra Promosso dall’Istituto Ferruccio Parri e dall’ANPI, finanziato dalla Repubblica di Germania.

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L’Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia, così come si legge su Wikipedia che fa riferimento al sito dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, costituisce una banca dati strutturata che raccoglie episodi di violenza con esito mortale avvenuti tra il luglio 1943 e il maggio 1945, quindi in un periodo centrale della seconda guerra mondiale sul territorio italiano, e inoltre integra materiali multimediali e documentazione storica.

Il progetto si configura come uno strumento di ricerca organizzato per analizzare in modo sistematico le azioni di violenza contro civili e partigiani, pertanto offre una base informativa ampia per lo studio delle dinamiche del conflitto.


Struttura e finalità della banca dati

La banca dati dell’Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia è costruita come un sistema informativo georeferenziato e interattivo, infatti consente di collocare ogni episodio di violenza su base territoriale e cronologica, collegando eventi, luoghi e responsabilità storiche.

Inoltre, il progetto raccoglie e organizza dati relativi a uccisioni avvenute al di fuori dello scontro armato diretto, quindi include episodi che riguardano civili e partigiani colpiti dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Di conseguenza, la struttura della banca dati permette di ricostruire una cronistoria dettagliata della violenza nazista in Italia, mettendo in relazione metodi, tempi e aree geografiche delle operazioni militari e repressive.


Dati, numeri e distribuzione delle violenze

Secondo i dati riportati sulla pagina di Wikipedia, che fa riferimento al sito dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, L’Atlante ha censito complessivamente 5.607 episodi di violenza, mentre il numero delle persone uccise raggiunge 23.669 vittime, con una media statistica di 4,2 vittime per episodio, quindi emerge una distribuzione estremamente frammentata degli eventi.

Inoltre, una parte significativa degli episodi, pari a 2.877 casi, riguarda uccisioni singole, pertanto la struttura dei dati evidenzia anche una forte incidenza di omicidi isolati rispetto alle stragi collettive. Parallelamente, la banca dati consente di analizzare la tipologia delle vittime, il genere e le fasce d’età, mentre allo stesso tempo offre una lettura geografica dettagliata della distribuzione regionale degli eventi registrati.


Metodologia, collaborazioni e copertura geografica

Il progetto si basa su un ampio lavoro di raccolta bibliografica, archivistica e di integrazione di database già esistenti, quindi la metodologia adottata combina fonti diverse per garantire una ricostruzione il più possibile completa. Si legge che circa 130 collaboratori hanno contribuito alle attività di ricerca, spesso con approcci differenti, e ciò ha permesso di colmare lacune documentarie in diverse aree geografiche italiane. Tra le regioni oggetto di approfondimento rientrano Abruzzo, Lazio, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Molise e Marche, pertanto la copertura territoriale risulta ampia e diversificata.


Le tabelle con i relativi dati

Nell’elenco che segue sono riportate le stragi nazifasciste con più di 100 morti censite nell’Atlante

NStrageDataMorti
1Strage di Marzabotto / Monte Sole29 settembre-5 ottobre 19441830
2Eccidio di Sant’Anna di Stazzema12 agosto 1944560
3Eccidio delle Fosse Ardeatine24 marzo 1944335
4Eccidio di Lippa di Elsane30 aprile 1944269
5Eccidio del Padule di Fucecchio23 agosto 1944174
6Strage di Cavriglia4 luglio 1944173
7Eccidio di Vinca24 agosto 1944162
8Eccidio di San Terenzo Monti17-19 agosto 1944159
9Eccidio di Pisino4 ottobre 1943157
10Strage delle Fosse del Frigido16 settembre 1944149
11Eccidio di Civitella29 giugno 1944146
12Eccidio di Castello di Godego29 aprile 1945135
13Strage di Monchio, Susano e Costrignano18 marzo 1944130
14Eccidio di Pietransieri12 novembre 1943125
15Strage di Monte di Nese13 aprile 1945118
16Eccidio di Vallucciole13 aprile 1944107

Stragi con più di 50 morti

NStrageDataMorti
1Strage della Benedicta6-7 aprile 194497
2Quattro giornate di Napoli1º ottobre 194393
3Strage di Acerra1-3 ottobre 194384
4Eccidio del bivio di Tissano11 settembre 194384
5Strage di Niccioleta13-14 giugno 194477
6Strage di Monte di Nese13 Aprile 194573
7Eccidio di Opicina3 aprile 194471
8Eccidio di Birchinia16-18 maggio 194470
9Strage di Grugliasco e Collegno30 aprile 194567
10Eccidio di Cibeno12 luglio 194467
11Eccidio delle Fosse del Natisonedopo l’8 settembre 194366
12Eccidio di Ronchidoso28-30 settembre 194466
13Eccidio di Tavolicci22 luglio 194464
14Strage di San Polo14 luglio 194463
15Strage di Pedescala30 aprile-2 maggio 194563
16Eccidio di Bergiola Foscalina16 settembre 194461
17Strage di Forno13 giugno 194460
18Strage del Turchino19 maggio 194459
19Eccidio di Capolapiaggia24 giugno 194459
20Eccidio di Civitella29 giugno 194459
21Eccidio di Cresini7 ottobre 194358
22Eccidio di Madonna dell’Albero27 novembre 194456
23Eccidio di Guardistallo29 giugno 194455
24Eccidio di Bellona7 ottobre 194354
25Eccidi di San Ruffillo10 febbraio 194553
26Eccidio di Giaveno29 novembre 194452
27Strage di Cumiana3 aprile 194451
28Eccidio di Massarosa11 agosto 194451
29Eccidio di Avasinis2 maggio 194551
30Eccidio di via Ghega23 aprile 194451

Valore documentale e funzione della banca dati

L’Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia rappresenta uno strumento di ricerca strutturato che consente di organizzare in modo sistematico una grande quantità di informazioni storiche, quindi assume un ruolo centrale nella ricostruzione degli eventi tra il 1943 e il 1945.

La combinazione tra dati numerici, georeferenziazione e documentazione multimediale permette di mantenere collegati eventi, responsabilità e territori, mentre la collaborazione tra istituzioni e ricercatori rafforza la solidità del lavoro archivistico. (La redazione)

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