La fine della primavera in una playlist tra energia e malinconia

Playlist di fine primavera 2026 tra soul, pop, disco e jazz curata da Adaja Inira: brani di Sarife, Bogee, Kat Eaton, Shane Sato, Alex Puddu, Honoré, Nao Yoshioka e Malcolm Strachan. Atmosfere tra mare, nostalgia, groove e cambiamento, con sonorità neo-soul e disco che accompagnano giornate più lunghe e sospese tra leggerezza e riflessio.

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La fine della primavera porta con sé una luce particolare, sospesa tra energia e malinconia, ed è proprio in questo spazio emotivo che si muove la playlist curata da Adaja Inira. Tra soul, pop, disco e jazz, i brani selezionati raccontano transizioni, desideri e piccoli momenti di evasione quotidiana. È una colonna sonora che accompagna il passaggio verso l’estate con eleganza e una punta di nostalgia.

SARIFE – Una Última Vez feat. Angels Of Libra

Quando le giornate si allungano e l’aria inizia a diventare quella via di mezzo tra “finalmente leggeri” e “non è ancora il momento di scoprirsi”, Una Última Vez di Sarife con gli Angels of Libra arriva a farti venire voglia di mare anche se la vacanza é ancora lontana. Tra chitarre acustiche leggere, percussioni latin appena accennate e un respiro neo-soul che sembra sollevarsi direttamente dalla sabbia, Sarife mette in scena un amore che ritorna sempre una volta di troppo. È un brano che profuma di notte sulla costa, dove il vento è ancora caldo e la memoria fa più rumore delle onde, e ogni tentativo di chiudere il cerchio suona sospettosamente come un nuovo inizio travestito male. (Adaja Inira)


BOGEE – Changing

Ci sono cambiamenti che arrivano tardi, ma quando arrivano riscrivono tutto il resto. Changing di Bogee si muove su un indie pop venato di soul che guarda ai ’70 senza nostalgia forzata: archi morbidi, batteria ruvida al punto giusto e armonie che sanno di casa, anche quando casa è un concetto che si sta ancora sistemando. Sotto la superficie leggera, il pezzo tiene dentro una storia personale che evita il melodramma mentre racconta della possibilità concreta che le persone cambino davvero, anche quando ormai non te lo aspetti più. In questo momento dell’anno, con tutto che sembra rimettersi in moto, è una di quelle tracce che ti ricorda che crescere non è sempre lineare—ma un po’ come le stagioni, arriva quando deve arrivare. (Adaja Inira)


KAT EATON – Better Left Unsaid

C’è una forma di fine che non fa rumore, e Better Left Unsaid di Kat Eaton la racconta con una grazia quasi indecente, come quelle conversazioni che finiscono prima di diventare brutte ma restano sospese nell’aria per giorni. Soul-jazz setoso e luminoso, la produzione scorre senza forzare mai, mentre la sua voce – ricca, piena, leggermente malinconica – ti trascina dentro quella zona grigia che arriva senza preavviso, come le giornate che si sporcano da un momento all’altro. È un brano da fine primavera adulta, in cui tutto sembra leggero, ma sotto sotto continui a fare i conti con cose non risolte. (Adaja Inira)


SHANE SATO – Clouds feat. Reuben James

Clouds di Shane Sato già dal titolo si preannuncia perfetto per questa stagione schizofrenica di nuvole che vanno e vengono, proprio come quegli ex che ti ghostano e poi rispuntano quando meno te lo aspetti. La collaborazione con Reuben James aggiunge quel tocco soulful da pomeriggio sospeso, tra pianoforti che sembrano accarezzarti e synth caldi come il primo sole serio di maggio. È musica con cui guidare senza meta, o da ascoltare mentre fissi il cielo cercando di capire se sta per piovere o se puoi finalmente uscire senza giacca, spoiler: porterai comunque la giacca. (Adaja Inira)


ALEX PUDDU – St. Tropez

Appena le giornate iniziano ad allungarsi e ti convinci di meritarti una vita più cinematografica della tua, St. Tropez di Alex Puddu entra a gamba tesa come un aperitivo alle quattro del pomeriggio. Tra groove disco anni ’80 lucidati a specchio e synth che sembrano usciti da una cartolina ingiallita della Costa Azzurra, Puddu si diverte pure a cantare in francese insieme a C-line Mia, come se fosse la cosa più naturale del mondo essere improvvisamente chic. Il risultato è un’evasione elegante ma con quel filo di ironia da adulto consapevole: sole sulla pelle, aperitivo troppo presto e la vaga sensazione che questa estate, forse, la giochi meglio o almeno con una colonna sonora decisamente più credibile. (Adaja Inira)


HONORÉ – Ain’t No Substitute (Gratitude remix)

Ci sono brani che non avevano bisogno di essere rifatti, ma che trovano comunque un nuovo respiro quando qualcuno li rilegge con intelligenza. Ain’t No Substitute della cantante di Detroit Honoré viene rielaborato da Martin Laksberg col suo Gratitude Remix, che parte trattenuto e poi si apre in una piena orchestrazione soul tra archi, fiati e disco-groove anni ’70. La voce resta salda al centro, mentre tutto intorno cresce senza forzare. È musica da primi caldi veri: quando uscire non è più un’opzione ma una conseguenza, e restare fermi comincia a sembrare una scelta discutibile. (Adaja Inira)


NAO YOSHIOKA – You Got To Feel It feat. Bnnyhunna & Braxton Cook

Nata da una sessione spontanea nello studio di Nao Yoshioka durante la visita del produttore Bnnyhunna in Giappone, You Got to Feel It mette in dialogo tre sensibilità complementari: la scrittura soul dell’artista giapponese, i ritmi africani di Bnnyhunna, radicati nelle sue origini ghanesi, e il linguaggio jazz del sassofonista Braxton Cook, qui impiegato con naturalezza quasi istintiva. Il risultato è un R&B stratificato ma essenziale, costruito su una dinamica fluida che privilegia atmosfera e intenzione più che struttura, come certe serate in cui esci per un drink dopo il lavoro e il “solo uno veloce” si trasforma in “ho perso il conto e va bene cosi”. (Adaja Inira)


MALCOLM STRACHAN – Quest For Love feat. Tanja Daese

C’è una certa ora in cui la città smette di essere rumorosa e diventa solo ritmo, e Quest For Love di Malcolm Strachan con alla voce Tanja Daese sembra nata esattamente lì, tra un locale che non vuoi ancora lasciare e una camminata che non vuoi ancora intraprendere. Groove soul-jazz caldo, basso elastico e batteria serrata ma rilassata: tutto gira con quella naturalezza da fine serata in cui anche cercare l’amore sembra più una scusa per restare in gioco che una vera missione. La tromba di Strachan si infila tra le linee vocali con discrezione elegante, mentre il pezzo scivola tra dancefloor e ascolto in cuffia senza mai decidere davvero da che parte stare—che poi è esattamente il suo punto forte. (Adaja Inira)

Conclusione

Questa selezione non è solo un insieme di brani, ma un percorso sonoro che riflette il cambiamento stagionale e personale. Tra groove morbidi, atmosfere cinematiche e vibrazioni soul, la playlist diventa un invito a lasciarsi andare al tempo che scorre, senza fretta, seguendo il ritmo naturale delle emozioni. (La redazione)

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