La playlist tra visioni d’estate e derive fusion, jazz e neo soul

Tra jazz liquido, soul notturno, house elegante e visioni cinematiche da estate imminente, questa playlist di Adaja Inira raccoglie brani che sembrano vivere tutti nello stesso orario indefinito: quello in cui il sole tramonta tardi, l’aria cambia continuamente umore e le emozioni restano sospese senza bisogno di una vera conclusione.

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C’è un momento preciso dell’anno in cui tutto sembra perdere definizione: le giornate si allungano, il caldo arriva a ondate e la musica smette di cercare risposte per limitarsi a creare atmosfera. Questa selezione attraversa jazz elettronico, neo-soul, italo-disco e groove contaminati per raccontare proprio quella sensazione sospesa di fine maggio, quando il corpo vorrebbe già essere altrove e la mente continua a oscillare tra nostalgia, desiderio e fuga. Dai paesaggi ipnotici dei VARV alle derive tropicali di MOMO, passando per il soul introspettivo di Sarife e le visioni notturne di Alex Puddu, ogni brano sembra inseguire un equilibrio fragile tra malinconia e movimento. Questa è la nuova playlist della nostra collaboratrice Adaja Inira. Buon ascolto. (La redazione)


VARV – Drifter’s Deal

Con Drifter’s Deal il duo italiano Varv sonorizza l’accordo implicito tra nomadi cosmici che hanno smesso da tempo di chiedersi dove stiano andando. I loop di synth si intrecciano e si sfaldano come correnti parallele, mentre il piano di Andrea Cappi costruisce paesaggi elettronici e la batteria di Francesco Mascolo li attraversa come un sistema nervoso in costante micro-aggiustamento. È un jazz elettronico che rinuncia alla risoluzione narrativa: qui il senso viene sostituito dal movimento, la struttura dalla deriva, e l’unico vero patto è non interrompere il flusso. Una trance lucida e instabile, perfetta per quei pomeriggi di fine Maggio in cui il cielo cambia umore ogni due ore e tu non capisci se è già estate o solo un’altra illusione di vento caldo. (Adaja Inira)


SHANE SATO, COASTAL & GLEN TURNER II – Pulse

Il polistrumentista Shane Sato si avvale della collaborazione del produttore Coastal e il sassofonista Glen Turner II per Pulse, un brano dal groove sofisticato e leggermente malinconico che sembra nato per accompagnare le prime serate troppo tiepide dell’anno, quando improvvisamente tutti tornano a credere nei tramonti e nei DJ set all’aperto. Sax luminoso, inflessioni di house elegante e un mood di estate in avvicinamento, pressione bassa e voglia cronica di sparire al mare per svariati giorni. (Adaja Inira)


ALEX PUDDU – Notte In Riviera

Con Notte In RivieraAlex Puddu apre ufficialmente la stagione delle fantasie irresponsabili: synth lucidi, groove italo-disco e un immaginario da Costa Azzurra popolata da vampire seducenti, sigarette lunghissime e decisioni pessime prese dopo le due di notte. Sembra la colonna sonora di un film erotico dimenticato tra Cannes e Cinecittà, con abbastanza basse pulsanti da trasformare qualsiasi terrazza in un dancefloor pieno di gente troppo abbronzata per non essere ancora Estate. (Adaja Inira)


SARIFE – Ghosts

Nel suo nuovo singolo Ghosts la cantante di base ad Amburgo Sarife trasforma ansie, insicurezze e vecchi traumi emotivi in neo-soul e r&b vellutato di ispirazione primi duemila, ci soffia sopra una malinconia elegantissima e tira fuori un pezzo che sembra una telefonata notturna tra Aaliyah e Cleo Sol durante un blackout sentimentale. Groove morbidi, voce intima e quell’atmosfera da notte afosa passata a rileggere chat vecchie di due estati fa chiedendosi perché certi fantasmi vivano nella nostra testa senza pagare l’affitto. (Adaja Inira)


NAO YOSHIOKA & BILAL – Shadow

In Shadow Nao Yoshioka e Bilal trasformano Carl Jung in materia da neo-soul notturno, psichedelico e densissimo, come se l’inconscio avesse finalmente trovato un ottimo producer. Bilal entra come una specie di alter ego sonoro: non un featuring decorativo, ma una presenza che sposta l’aria, obbligando il pezzo a guardarsi allo specchio mentre si sfalda e si ricompone. È un duetto che suona come una seduta di terapia finita male, dove luce e ombra smettono di essere concetti e diventano due persone nella stessa stanza, entrambe un po’ troppo oneste per essere a loro agio. (Adaja Inira)


DEPHAZZ & GEORGE SHEARING – Continental (belooped rmx feat. Malia)

Con il brano Continental (Belooped RMX feat. Malia) la MPS, storica etichetta tedesca considerata tra le piu’ importanti per il jazz europeo, annuncia un progetto di remix a cura di DePhazz, che ha preso d’assalto l’archivio della label per rilanciare alcuni classici in versione più elastica. Il brano Continental di George Shearing diventa un sofisticato jazz-lounge che tratta la nostalgia come un materiale da design: levigata, filtrata, resa funzionale a un presente che scorre lento e lucido. Perfetto per quelle sere di fine Maggio in cui l’aria è già tiepida ma non abbastanza per fidarsi. (Adaja Inira)


JOYA – Good Stuff

Con Good Stuff la cantante e attrice nata a Hong Kong JOYA prende l’ansia collettiva da doomscrolling permanente e la ribalta in un indie pop caldo, luminoso e sorprendentemente umano. C’è dentro il soul gentile di Corinne Bailey Rae, un tocco da musical londinese e quella sensazione di fine maggio in città quando il mondo continua a sembrare ingestibile ma almeno il sole tramonta tardi e per qualche ora si riesce ancora a credere nelle cose piccole. (Adaja Inira)


MOMO – Egum Eô

Egum Eô di MOMO mette in corto circuito Brasile e Londra come se fosse la cosa più naturale del mondo, e forse per lui lo è davvero: continuità, movimento, identità che non chiedono permesso ma si allargano. La voce si muove tra portoghese e inglese come se fosse sempre stata la stessa lingua, mentre il groove spezzato entra piano e poi si apre in una corrente calda, quasi oceanica. Fiati luminosi, energia da jam in stato di grazia e quella sensazione rara di musica che non “cresce” ma semplicemente si espande, come le giornate che pian piano si allungano fino a quasi non finire. Tutto suona leggero, ma con una precisione emotiva che tiene insieme radici, migrazioni e un presente che finalmente smette di sentirsi in transito. (Adaja Inira)

Conclusione

Tra jazz liquido, soul notturno, house elegante e visioni cinematiche da estate imminente, questa playlist di Adaja Inira raccoglie brani che sembrano vivere tutti nello stesso orario indefinito: quello in cui il sole tramonta tardi, l’aria cambia continuamente umore e le emozioni restano sospese senza bisogno di una vera conclusione. Musica che non cerca il climax ma il flusso, perfetta per accompagnare quelle settimane in cui tutto sembra ancora possibile, anche solo per la durata di un tramonto o di una corsa in macchina con i finestrini abbassati. (La redazione)

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