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Recensione: The Underground Youth – Delirium (2011)

Un disco che, manco a dirlo, porta alla mente certe cose dei Velvet Underground come pure quelle atmosfere rarefatte tipiche di band quali Joy Division, Jesus and The Mary Chain, Mazzy Star, Echo & the Bunnymen e Slowdive.

Ho un archivio musicale “spaventoso” e, sinceramente, pur pensando di vivere un centinaio di anni in più non sarei mai in grado di ascoltarlo tutto.

Ecco, quindi, che mi tocca spulciarlo qua e là, in modalità più o meno random, per tentare di recuperare qualcosa di buono che a partire già dal primo click valga la pena di ascoltare attentamente, ma soprattutto che valga la pena di recuperare su CD o, meglio ancora, su vinile.

Pertanto, armato di passione ma anche di buona pazienza, questa mattina, mentre cercavo di iniziare a stilare la consueta classifica di fine anno, sono incappato in un disco sconosciuto al sottoscritto ma decisamente coinvolgente, specialmente per chi ama perdersi in quelle sonorità tanto psichedeliche e folk quanto garage e new wave.

Sì, perché questi sono i riferimenti degli Underground Youth, formazione tedesca residente in Inghilterra e con all’attivo già alcuni lavori, l’ultimo dei quali questo ipnotizzante Delirium del 2011 che ci consegna nove canzoni melodiche seppure dalle sonorità oscure e indolenti.

Un disco che, manco a dirlo, porta alla mente certe cose dei Velvet Underground come pure quelle atmosfere rarefatte tipiche di band quali Joy Division, Jesus and The Mary Chain, Mazzy Star, Echo & the Bunnymen e Slowdive.

Strangle Up My Mind, Silhouette e What She Does To Me sono soltanto alcuni dei brani di quel sound inconfondibile al quale alludo e che sono qui a magnificare con quest’ultima scoperta firmata The Underground Youth.

Interessante formazione indie rock del Regno Unito che con Dystopia (arrangiata solo con voce, chitarra acustica e armonica a bocca) riesce addirittura a strizzare l’occhio al grande Bob Dylan.

Insomma, per ora un bel “mi piace” a Delirium ma, se l’eccitazione dovesse continuare a ripetersi nei prossimi ascolti, sicuramente lo vedrete anche nella mia top ten del 2011. (L.D.)

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