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Recensione: The Black Swans – Occasion for Song (2012)

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I Black Swans non sono certo una novità del panorama musicale indie visto che hanno alle spalle diversi lavori discografici. Tuttavia, ascoltando la loro musica e soprattutto questo quinto album, il primo riferimento che ci viene in mente sono i Tindersticks, non tanto per l’aspetto sonoro di questo Occasion for Song, quantunque oscuro e affannato, quanto invece per l’umore e l’attitudine vocale del cantante e chitarrista Jerry DeCicca molto simile a quella di Stuart A. Staples. Caratteristiche che si riflettono nelle liriche profonde, nelle melodie avvolgenti e nei ritmi lenti di quasi tutte le dodici tracce del disco, a partire già dall’iniziale Basket of Light che ci dà subito il benvenuto con un folk rock malinconico e autunnale fatto di armoniche, banjo, chitarre, hammond e ritmiche indolenti. Elementi distintivi di un sound carico di pathos che rivela un’anima sostanzialmente sadcore e che non fa per nulla rimpiangere il precedente Don’t Blame the Stars del 2011. Emozionante, infine, Portsmouth, Ohio che racconta il giorno della morte in piscina di Noel Sayre, membro della band americana. Quella stessa piscina che poi è raffigurata sulla copertina dell’album. (Luca D’Ambrosio)


✓ MUSICLETTER.IT © Tutti i diritti riservati - 16 Settembre 2012

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