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La Prova Zero di Roberto Sarno

La Prova Zero di Roberto Sarno
Mi trovo tra le mani uno splendido packaging, come di consueto accade per le opere edite dalla RadiciMusic, label toscana di cui ormai si sente spesso parlare. Una grafica sobria dai colori tenui che però tradisce una vena malinconica tra le righe e questo diviene chiaro nell’ascolto del suo contenuto.

Parliamo del nuovo lavoro di Roberto Sarno, cantautore e artista, produttore artistico della scena indipendente toscana e non solo, in forza a diverse formazioni tra cui mi piace ricordare i Baby Lemonade, formazione di cui è stato bassista.

Oggi recupera dal suo storico 9 canzoni più un deciso omaggio a Motta con il brano Abbiamo vinto un’altra guerra, e ne da una nuova visione personale, una nuova faccia di se stesso. Il tutto si mostra compatto e coerente ma al tempo stesso, a differenza dei suoi passati lavori, c’è un bisogno importante di origine e personalità, di ricerca dell’intimo con questi suoni condotti per mano assieme a Marco Mafucci.

Elettronica distopica, urbanizzazione come da subito è chiaro dall’intro di Fragole, brano che tropo al vertice di tutto il lavoro. Dissonanze che si mescolano garbatamente con la sua chitarra (acustica ed elettrica all’occorrenza) dentro liriche pop di questa voce che richiama la scena underground italiana anni ’90.

Bellissimi disegni di sax dalle forti tinte di jazz dentro lo scheletro di una sofficissima Io sono qui come anche si fanno burberi e cavernosi i ribattuti di pianoforte nello svolgimento di Luna – pianoforte che in questo caso è curato da Alberto Nepi. Ma sostanzialmente, a parte questo intervento esterno, Prova Zero è un disco di due anime partigiane che restituiscono al suono una dimensione sospesa, industriale e senza ridondanze ed estetiche sfacciate.

Un lavoro meditativo che riporta il pop rock di Roberto Sarno nel cuore della sua stessa quotidianità. (Alessandro Riva)

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