Due chiacchiere con il giovane cantautore Francesco Setta

In occasione della pubblicazione del suo album “Fenice”, abbiamo intervistato il cantautore Francesco Setta.

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Abbiamo intervistato Francesco Setta, rap/rocker comasco che ha appena pubblicato il suo album d’esordio solista intitolato Fenice.

Un album molto ambizioso che unisce sonorità apparentemente slegate tra di loro (blues rock e flow tipico del rap). Questo il risultato della nostra chiacchierata. Buona lettura. (La redazione)

Intervista a Francesco Setta di Lorenzo D’Antoni

Chi è Francesco Setta? Un uomo che vive per la musica. 

“Fenice” è l’album di debutto del tuo progetto solista, come è stato “staccarsi dalle radici”? In realtà non mi sono staccato affatto dalle radici, anzi, ho cercato di far evolvere il background musicale che già possedevo in qualcosa di nuovo. Rinasco sotto una forma più complessa e raffinata di me stesso, ma poggio sempre i piedi ben saldi in quello che ho costruito in passato.  È stato l’approccio a essere molto difficoltoso, soprattutto per il canto. Ho dovuto lavorare tantissimo per riuscire a prendere le prime note come si deve, è ancora di lavoro c’è ne parecchio da fare! La mia fortuna principale è stata la capacità di stare sul tempo che ti insegna il rap, quella non te la togli più di dosso. In futuro vi assicuro che ne vedrete delle belle! 

Nel videoclip di “Un collo per una forca”, abbiamo notato molti riferimenti iconografici, spiegaceli un po’. L’iconografia principale è quella del cowboy, questo perché sono un fan sfegatato dei film di Sergio Leone. Ho chiesto personalmente al regista di darmi la possibilità di fare delle scene a cavallo, sfruttando anche le sonorità country-rock del brano. Vi assicuro che è stato davvero divertente! Per quanto riguarda invece le scene in cucina e nelle altre sale di questa villa ottocentesca, abbiamo deciso di avere il più possibile un’immagine forte, ben distinta, che provocasse un emozione positiva o negativa nello spettatore. A chiudere il video  la classica rockstar anni 80 che si risveglia in un posto improbabile dopo una notte di baldoria.  Li si ricollega l’intero videoclip. Un sogno, in preda a sostanze stupefacenti e alcolici, di conseguenza discontinuo e non schematico. Un sogno da rockstar insomma! 

Come ti troveresti a dover collaborare per esperimento con un artista che non appartiene alla tua cifra stilistica? Fortunatamente arrivo dal mondo del rap, in cui condivisione, collaborazione e legame sono le parole cardine del genere. Se ci saranno i presupposti lo farò davvero volentieri, ci si può solo arricchire a vicenda tra artisti quando si collabora! 

Qual è il ricordo alla quale sei più legato? L’arrivo dei master del mio primo disco. Penso di aver aperto la mia casella di posta 200 volte quel giorno! È stato uno dei momenti più emozionanti della mia vita ascoltare quel disco finito. Era la prima volta che davo vita a qualcosa di completamente mio, un’esperienza unica, come fare un figlio! 

Hai un sogno chiuso nel cassetto? Sì, riempire uno stadio. 

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