Vo’ on the Folks celebra 30 anni di world music tra Brendola e Vicenza

Nel 2026 Vo’ on the Folks celebra trent’anni di storia con un’edizione speciale dal 7 febbraio al 21 marzo. Sei concerti tra la Sala della Comunità di Brendola e il Teatro Olimpico di Vicenza raccontano la world music attraverso artisti internazionali e grandi ritorni.

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Il 2026 segna il trentesimo anniversario di Vo’ on the Folks, uno dei festival italiani più longevi dedicati alla world music e alle tradizioni popolari. Nato nel 1996, l’evento ha trasformato Brendola in un punto di riferimento nazionale per la ricerca musicale, intrecciando culture, strumenti e linguaggi provenienti da tutto il mondo.

Dal 7 febbraio al 21 marzo 2026, il festival propone un’edizione speciale articolata in quattro serate e sei concerti, ospitati nella Sala della Comunità di Brendola e, per il concerto conclusivo, nel Teatro Olimpico di Vicenza.


Trent’anni di visione artistica e ricerca

Per celebrare questo importante traguardo, Paolo Sgevano, direttore artistico della rassegna, ha progettato un cartellone che riflette la storia e l’identità del festival. L’obiettivo resta quello di proporre concerti di qualità e progetti unici, capaci di raccontare il mondo attraverso suoni, colori e tradizioni diverse.

L’edizione 2026 nasce anche grazie alla collaborazione con l’assessorato alla cultura della Città di Vicenza, che ha reso possibile l’approdo del festival nel prestigioso Teatro Olimpico per la serata finale.


Un viaggio musicale tra continenti e tradizioni

Il programma conferma la vocazione internazionale di Vo’ on the Folks, attraversando Mongolia, Mediterraneo, Sud America e Irlanda. Ogni appuntamento racconta un territorio attraverso voci, strumenti e repertori che uniscono tradizione e sperimentazione.


7 febbraio: TengerTon apre la trentesima edizione

La prima serata, ospitata nella Sala della Comunità di Brendola, vede protagonista il quartetto mongolo TengerTon. L’ensemble propone un’immersione nelle sonorità del deserto del Gobi, tra canti khoomii, flauti tradizionali e il caratteristico Morin Khuur, offrendo uno sguardo autentico sulle radici musicali dell’Asia centrale.


21 febbraio: doppio concerto al femminile

La seconda serata presenta due progetti guidati da voci femminili.

La cantautrice italo-indiana Namritha Nori porta dal vivo Traces and Roots, un lavoro che intreccia tradizioni indiane, influenze sefardite, suggestioni arabe e musica classica occidentale. Sul palco è affiancata da Evaggelos Merkouris all’oud e Alvise Seggi al violoncello.

Segue l’esibizione dell’italo-argentina Sarita Schena, accompagnata da Giuseppe De Trizio alla chitarra classica e Claudio Carboni al sax soprano. Il concerto attraversa tango e musica sudamericana, rileggendo autori come Piazzolla, Bola de Nieve e Chavela Vargas.


7 marzo: memoria e identità del festival

La terza serata è dedicata alla storia di Vo’ on the Folks.

Tornano sul palco i vicentini Folk Studio A, formazione attiva dal 1978 e presente sin dalla prima edizione del festival. Il loro repertorio spazia tra ballate irlandesi, bretoni e scozzesi, richiamando le origini della rassegna.

A seguire, Vincenzo Zitello, figura centrale della scena folk italiana e maestro dell’arpa celtica, presenta il nuovo album Graal insieme al violinista e produttore Fulvio Renzi.


21 marzo: gran finale al Teatro Olimpico

Il concerto conclusivo si svolge nel Teatro Olimpico di Vicenza, capolavoro palladiano e cornice ideale per il gran finale dei trent’anni del festival.

Protagonista della serata è Máirtín O’Connor, fisarmonicista della Contea di Galway e nome di riferimento dell’Irish music. Sul palco con lui Cathal Hayden al violino e banjo e Kevin Doherty alla chitarra e alla voce. Il trio propone una sintesi raffinata tra tradizione irlandese e sensibilità contemporanea.


Un festival che ha fatto storia

Vo’ on the Folks ha ospitato oltre 130 progetti artistici provenienti da 50 Paesi, affermandosi come osservatorio privilegiato della world music in Italia. Nel corso degli anni, il palco di Brendola ha accolto artisti come Enzo Avitabile, Hevia, Kocani Orkestar, Antonella Ruggiero, Pierre Bensusan, Söndörgő, Riccardo Tesi & Banditaliana e Mercedes Peon.

Il festival è organizzato dalla Sala della Comunità di Vo’ di Brendola e da Frame Evolution, con il sostegno del Comune di Brendola, della Banca delle Terre Venete e il patrocinio della Provincia di Vicenza.


Conclusione

Trent’anni di Vo’ on the Folks, uno sguardo aperto sul mondo

Con l’edizione 2026, Vo’ on the Folks conferma il proprio ruolo centrale nella diffusione della world music in Italia, celebrando trent’anni di attività senza perdere la spinta verso la scoperta e il dialogo tra culture. Un anniversario che guarda al passato, ma continua a parlare al presente. (La redazione)

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