Bruce Springsteen ha scritto e pubblicato in pochi giorni Streets of Minneapolis, una canzone di protesta contro quello che definisce “terrore di Stato” durante le operazioni dell’ICE a Minneapolis. Il brano parla delle morti di Alex Pretti e Renee Good e si schiera con la comunità locale e gli immigrati innocenti.
Bruce Springsteen (press photo)
Bruce Springsteen ha scritto e pubblicato in pochi giorni Streets of Minneapolis, una canzone di protesta contro quello che definisce “terrore di stato” durante le operazioni dell’agenzia federale ICE a Minneapolis. Nel testo si parla della morte di Alex Pretti e Renee Good durante gli scontri legati a tali operazioni, eventi che hanno provocato proteste e critiche all’azione degli agenti federali nella città.
Bruce Springsteen ha scelto la musica come risposta immediata agli eventi che hanno scosso Minneapolis. In una dichiarazione diretta e senza filtri, il Boss spiega la genesi del brano e ne chiarisce il significato politico e umano, dedicandolo alla città, agli immigrati innocenti e alla memoria di Alex Pretti e Renee Good.
«Ho scritto questa canzone sabato, l’ho registrata ieri e l’ho pubblicata per voi oggi in risposta al terrore di Stato che si è abbattuto sulla città di Minneapolis. È dedicata al popolo di Minneapolis, ai nostri innocenti vicini immigrati e in memoria di Alex Pretti e Renee Good. Rimanete liberi, Bruce Springsteen»
Ancora una volta Springsteen riafferma il ruolo dell’arte come atto di testimonianza e resistenza. La sua dedica a Minneapolis non è solo un gesto simbolico, ma una presa di posizione chiara contro ogni forma di violenza istituzionale, nel segno della libertà e della memoria. Contro il terrore di Stato. (La redazione)
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