Il mito della Belle Époque nell’Italia giolittiana: il nuovo libro di Fiamma Lussana

Il mito della Belle Époque. Società e politica nell’Italia giolittiana è il nuovo libro di Fiamma Lussana. Un’analisi storica rigorosa che racconta progresso, illusioni e contraddizioni dell’Italia tra Ottocento e Novecento.

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Con Il mito della Belle Époque. Società e politica nell’Italia giolittiana, Fiamma Lussana propone una lettura storica che supera le immagini rassicuranti di un’epoca spesso ricordata come luminosa e spensierata. Il volume, pubblicato da Carocci Editore, analizza un periodo cruciale della storia italiana ed europea, mettendo in luce le profonde contraddizioni che attraversarono gli anni del progresso apparente.

Un’epoca simbolo di modernità

La sera del 4 ottobre 1883 il viaggio inaugurale dell’Orient Express segnò, nell’immaginario collettivo, l’avvio della Belle Époque. Fu il simbolo del passaggio dal lungo Ottocento alla nascente società di massa. Arte, scienza e primi esperimenti cinematografici alimentarono l’idea di una modernità inarrestabile, diffusa ben oltre i confini nazionali.

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Le ombre dietro il mito

Come ricostruisce il libro, dietro lo splendore dell’operetta e del café chantant si celavano tensioni profonde. In Italia, durante l’età giolittiana, le riforme mancate lasciarono ferite aperte, mentre il divario tra Nord e Sud si trasformò in una frattura strutturale. L’emigrazione verso le Americhe divenne una piaga sociale e la febbre imperialistica accompagnò una pace solo apparente.

Progresso e disillusione

La fiducia nel progresso infinito iniziò a incrinarsi prima ancora dei grandi conflitti. Il naufragio del Titanic, il 15 aprile 1912, segnò simbolicamente la fine di quell’illusione, mostrando i limiti della tecnologia e della sicurezza assoluta. All’orizzonte si profilava già il primo conflitto mondiale, destinato a interrompere bruscamente quell’equilibrio fragile.

Un’analisi storica rigorosa

Autrice di numerosi saggi e monografie, Fiamma Lussana, già docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Sassari, offre in questo volume un’interpretazione critica e documentata di un’epoca centrale per comprendere le trasformazioni della società italiana.

Oltre la nostalgia della Belle Époque

Il mito della Belle Époque. Società e politica nell’Italia giolittiana invita a guardare oltre la nostalgia e le rappresentazioni idealizzate. Il libro restituisce la complessità di un periodo sospeso tra progresso e crisi, aiutando a comprendere le radici di trasformazioni destinate a segnare il Novecento. (La redazione)

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