Scaffale dischi
Sulla scia della prima selezione dei 20 album da avere assolutamente in CD o vinile, continuiamo il nostro viaggio tra i grandi dischi che hanno definito la popular music. Se la “parte uno” rappresentava un punto di partenza imprescindibile, questa seconda lista amplia l’orizzonte, attraversando decenni, generi e sensibilità diverse, ma unite dallo stesso filo rosso: l’eccellenza artistica e l’impatto culturale.
Altri album che hanno cambiato le regole del gioco, che hanno osato quando osare era un rischio, che hanno saputo raccontare il proprio tempo e, allo stesso tempo, andare oltre. Dischi che non smettono di suonare attuali, anche a distanza di anni – talvolta di decenni – dalla loro pubblicazione.
SECONDA PARTE
Anche in questo caso parliamo di titoli facilmente reperibili anche su Amazon, perfetti per arricchire una collezione, completare una discografia ideale o fare un regalo consapevole e sentito. Dal rock al soul, dal pop d’autore alle derive più sperimentali, questi album rappresentano tappe fondamentali di un percorso musicale che continua a influenzare artisti e ascoltatori.
È l’album di debutto che conquista il primo posto negli USA, supera il milione di copie e ottiene nel tempo le certificazioni RIAA. Unisce brani Sun Records e sessioni RCA a New York, dopo l’acquisto dei diritti per 40.000$. Rimase 49 settimane in classifica, con 10 in vetta. Nel 2012 Rolling Stone lo inserisce tra i 500 migliori album; la copertina ispirò i Clash.
Un concept album soul registrato tra Detroit e Los Angeles, con l’artista anche produttore e i Funk Brothers. Racconta, attraverso brani collegati, lo sguardo di un reduce del Vietnam su ingiustizie, povertà, droga ed ecologia. Rimase oltre un anno in classifica e generò tre singoli nella top 10 USA. Apprezzato da pubblico e critica, è spesso indicato tra i dischi più importanti della musica.
Si tratta dell’unico disco in studio dei Sex Pistols, nato tra tensioni interne e cambi di formazione. Pubblicato tra polemiche e censure, debuttò al primo posto nel Regno Unito e restò a lungo in classifica. Con sonorità dirette e testi provocatori, ha inciso sullo sviluppo del punk ed è spesso citato tra gli album più influenti della musica moderna.
È tra i dischi più rilevanti della musica pop e il più venduto di sempre, con circa 100 milioni di copie. Rimase 37 settimane al n.1 della Billboard 200 e piazzò 7 singoli nella Top 10 USA. Vincitore di 8 Grammy nel 1984, ha avuto un forte impatto sull’industria musicale, con edizioni celebrative pubblicate negli anni successivi.
Purple Rain di Prince, con i Revolution, è anche colonna sonora dell’omonimo film. Più ricco negli arrangiamenti, unisce pop, rock e R&B con elementi elettronici. Restò 24 settimane al n.1 della Billboard 200 e totalizzò 167 settimane in classifica, con hit come “When Doves Cry”. Venduto in 25 milioni di copie, vinse Grammy e ricevette ampio consenso dalla critica.
Prodotto dai Radiohead con Nigel Godrich, l’album segna una svolta rispetto al passato con sonorità stratificate e influenze eterogenee. I testi affrontano alienazione, tecnologia e società contemporanea. Inizialmente ritenuto poco commerciale, raggiunse il n.1 nel Regno Unito, ottenne ampio consenso e contribuì a ridefinire il rock alternativo.
Who’s Next nasce dalle ceneri del progetto Lifehouse ideato da Pete Townshend. Registrato con Glyn Johns tra Rolling Stones Mobile Studio e Olympic Studios, integra largo uso di sintetizzatori. Accolto con grande successo, è spesso considerato tra i migliori dischi rock di sempre, con brani poi recuperati in ristampe successive.
Il quarto album di Joni Mitchell, pubblicato nel 1971, unisce successo di pubblico e critica, entrando nella Billboard 200 e distinguendosi nelle classifiche di sempre. Nato dopo un viaggio in Europa, introduce il dulcimer e raccoglie brani essenziali e intimi. Le canzoni, accompagnate da arrangiamenti sobri, raccontano relazioni e fragilità emotive con tono diretto e personale.
Il secondo lavoro dei Black Sabbath, inciso in pochi giorni, segna un passaggio decisivo nel loro suono. Tra temi pacifisti e suggestioni fantascientifiche, i brani ampliano l’immaginario iniziale del gruppo. Il grande successo commerciale, con numerose certificazioni, ne consolida l’impatto e contribuisce a definire i tratti distintivi dell’heavy metal.
Registrato tra tensioni personali e dipendenze, questo lavoro dei Fleetwood Mac mescola strumenti elettrici e acustici con testi su relazioni complesse. Con armonie vocali distintive e produzione curata, ottenne enorme successo commerciale, conquistando le classifiche internazionali e vendendo milioni di copie. I singoli principali raggiunsero il top 10 in USA, consolidando la sua influenza duratura nel rock.
Il debutto dei Massive Attack fonde hip hop, dub, soul, reggae ed elettronica, introducendo il suono che definirà il trip hop. Caratterizzato da breakbeat, campionamenti e collaborazioni vocali di Shara Nelson e Horace Andy, il disco ha ricevuto ampi riconoscimenti, scalando classifiche di critica e pubblicazioni storiche, e influenzando profondamente la musica britannica e internazionale.
Il primo lavoro solista di Björk dopo gli Sugarcubes mescola art pop, elettropop, trip hop, dance alternativa e world music, con influenze jazz e house. Con brani energici e ballabili come Big Time Sensuality e momenti più riflessivi come Play Dead e The Anchor Song, l’album mostra la capacità di fondere sperimentazione e accessibilità, anticipando l’eclettismo dei lavori successivi e consolidando la sua impronta musicale unica.
Il debutto dei Doors fonde rock, jazz, blues, classica, pop e R&B, consolidando il loro stile psichedelico unico. Nati dalle esibizioni live a Los Angeles, i brani principali come Light My Fire e The End hanno segnato il panorama musicale degli anni ’60. Accolto da critica e pubblico, l’album ha venduto milioni di copie, influenzando generazioni di artisti e ottenendo riconoscimenti storici e culturali duraturi.
Il secondo lavoro solista di Lou Reed, prodotto da David Bowie e Mick Ronson, unisce glam rock e narrazione urbana, con testi che esplorano orientamento sessuale, identità di genere, prostituzione e droga. Contiene versioni rivisitate di brani dei Velvet Underground e singoli di grande impatto come Walk on the Wild Side. Il disco ha consolidato Reed come autore influente e ha rafforzato la sua collaborazione con l’arte e la scena di Andy Warhol.
Il settimo lavoro degli AC/DC segna l’esordio di Brian Johnson alla voce, dopo la scomparsa di Bon Scott. Registrato nelle Bahamas con Robert John “Mutt” Lange, mescola riff energici e ritmi potenti, diventando un enorme successo commerciale e critico. Venduto in decine di milioni di copie, l’album ha consolidato la band come protagonista del rock mondiale e sostenuto da un tour globale che ne ha rafforzato la popolarità.
Il quarto lavoro di Madonna mette insieme pop, rock e dance-pop, affrontando temi personali come la fede cattolica, la perdita della madre e relazioni familiari e sentimentali. Accolto con entusiasmo da critica e pubblico, ha dominato le classifiche in 20 paesi e generato hit come Like a Prayer ed Express Yourself. Sostenuto dal Blond Ambition Tour, ha segnato un importante punto di svolta nella carriera dell’artista.
Il terzo album di Otis Redding mescola cover di successi R&B e brani originali, registrati in meno di 24 ore a Memphis con il sostegno dei Booker T. & the M.G.’s e di Isaac Hayes. Con singoli come Respect e I’ve Been Loving You Too Long, ha conquistato le classifiche USA e UK, diventando uno dei dischi soul più apprezzati e influenti dell’epoca, apprezzato per energia vocale e arrangiamenti ricchi di ritmo e sentimento.
Il secondo album dei Jefferson Airplane segna l’ingresso di Grace Slick e Spencer Dryden, fondendo rock psichedelico e influenze della controcultura degli anni ’60. Con singoli di successo come Somebody to Love e White Rabbit, e brani apprezzati da radio universitarie, il disco ha raggiunto la top 3 della Billboard 200 e resta un punto di riferimento per l’era psichedelica, riconosciuto per energia, sperimentazione e impatto culturale.
L’ultimo capolavoro di Nick Drake rivela un sound essenziale fatto di voce, chitarra acustica e un unico intervento di pianoforte sulla traccia principale. Registrato senza band di supporto, offre atmosfere intime e delicate, che all’epoca ebbero una risposta critica mista ma oggi sono celebrate per la loro sensibilità. Il disco ha consolidato la reputazione di Drake come cantautore riflessivo e influente degli anni ’70.
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